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Sentenza

Assoluzione di psicologo e oncologo di Cure Palliative: anche la Corte d'Appello conferma

I professionisti Giuseppe Parello e Fabrizio Pace hanno ricevuto piena conferma della decisione già presa dai giudici di Asti sulla gestione dell'associazione di Cure Palliative e dei suoi servizi

Assoluzione di psicologo e oncologo di Cure Palliative: anche la Corte d'Appello conferma

E' stata una vicenda che aveva suscitato molto scalpore in città. Per i nomi degli imputati e per l'associazione parte civile, tutti molto noti.

In primo grado, ad Asti, aveva visto sedere sul banco degli imputati il dottor Giuseppe Parello, noto oncologo e specialista di cure palliative dell'ospedale di Asti insieme al dottor Fabrizio Pace, psicologo, psicoterapeuta e criminologo. Parte civile era l'associazione Con Te Cure Palliative, fra le più attive e stimate nel panorama associativo sanitario che aveva in Parello il suo presidente (all'epoca dei fatti contestati) e Pace come consulente esterno.

Tutto era iniziato nel 2017 quando venne presentato un esposto che rilevava presunte anomalie nella gestione dell'attività in riferimento ai ruoli dei due professionsiti.

In particolare, per Parello l'accusa era di aver gestito male le risorse economiche dell'associazione, in particolare per lavori di ristrutturazione della sede di corso Savona. Fra le critiche riferite alla parte contabile, anche quella che ha riguardato l'assegnazione al dottor Pace di un incarico di supporto psicologico ai malati e alle loro famiglie. Veniva contestato la mancata rendicontazione delle sue prestazioni e la mancanza di titoli necessari per questo tipo di servizio.

C'era poi anche un curioso episodio che riguardava una sacca di sangue chiesta ed ottenuta dalla banca del sangue dell'ospedale di Asti dal dottor Parello che era stata dimenticata nel bagagliaio dell'auto in dotazione all'associazione. Circostanza che era stata spiegata come pura distrazione dopo l'utilizzo in una lezione all'Università ma senza conseguenze di alcun tipo.

In primo grado Parello e Pace, sempre presenti alle udienze, si erano difesi punto su punto e avevano presentato delle copiose memorie difensive corredate di documentazioni. A fronte di una richiesta di condanna del pm, il giudice Sparacino li aveva mandati assolti entrambi.

Dopo l'assoluzione in primo grado, la Procura astigiana non aveva fatto appello. Al contrario dell'associazione, parte civile, che si era rivolta alla Corte d'Appello di Torino. Ieri l'udienza che ha confermato l'assoluzione di primo grado su richiesta dello stesso procuratore generale.

«Sono particolarmente soddisfatto di questa sentenza che conferma l’assoluzione già dichiarata in primo grado - ha commentato l'avvocato Avidano, difensore del dottor Pace -  Purtroppo il mio assistito ha dovuto subire un lungo processo per difendersi da accuse che è poco definire inverosimili. Lo conferma il fatto che la procura astigiana non aveva impugnato e, ieri, il procuratore generale della Corte d’Appello ha chiesto senza esitazione che l’appello presentato dalla associazione venisse respinto, con conferma della assoluzione degli imputati.
Attiveremo tutte le iniziative che la legge consente affinché questo grave danno venga risarcito».

Gli fa eco l'avvocato Alberto Bazzano che difendeva il dottor Parello nel processo di appello: «Sentenza giusta quella della Corte d’appello di Torino che ribadisce l’insussistenza della accuse mosse al mio assistito, peraltro già riconosciuta dal Tribunale di Asti nel giudizio di primo grado. Ciò conferma la correttezza dell’operato del mio assistito che ha sempre agito unicamente per il bene dei suoi pazienti e mai per un tornaconto personale».

E sulla conclusione di questa vicenda giudiziaria sofferta intervengono anche gli stessi imputati assolti: «Questa decisione conferma ciò che abbiamo sempre sostenuto - dice l'oncologo Parello - Abbiamo lavorato nel rispetto delle regole e con l'unico obiettivo di garantire la migliore assistenza possibile ai pazienti. E' un passaggio importante che restituisce chiarezza a una vicenda che negli anni aveva assunto contorni complessi» riferendosi al fatto che da quel processo "madre" ne erano gemmati altri riguardanti reati di calunnie e diffamazioni.

«Accolgo questa decisione con senso di responsabilità più che con soddisfazione - è il commento del dottor Pace - In questi anni ho continuato a lavorare accanto alle persone nei momenti più delicati della loro vita mantenendo sempre un orientamento clinico e umano. Oggi si rafforza un piano di realtà che era già emerso nel primo grado».

L'associazione Con Te, in appello, era rappresentata dall'avvocato Sogliani di Alessandria.

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