Questa mattina
18 Aprile 2026 13:22:00
Un disagio durato un'ora in meno del previsto ma che ha comunque provocato code sulla tangenziale e su corso Savona sul quale si è riversato il traffico per la chiusura del tratto fra la Boana (svincolo di corso Savona, appunto) e rampa per Isola in direzione di Alba.
Ieri l'Anas aveva pubblicato la comunicazione di chiusura dalle 9,30 alle 12,30 giustificandola per "motivi tecnici" senza specificare il vero motivo per evitare eventuali curiosi.
Ma il motivo è stato estremamente importante, seppur evitabile.
Importante perché bisognava testare, in sicurezza, l'attendibilità del rilevatore di velocità posizionato sotto il portale del Free Flow. E' quello che si trova a poche centinaia di metri dal punto in cui la Porsche condotta da Franco Vacchina ha tamponato la Fiat 500 condotta dalla madre di Matilde Baldi, che andava ad una velocità molto inferiore a quella dell'auto sportiva.

E' importantissimo determinare con esattezza la velocità della Porsche nel punto di impatto sia per dare forza alla ricostruzione dell'incidente, sia per dare sostegno a quel fortissimo sospetto che l'incidente sia avvenuto, quel maledetto giovedì 11 dicembre, durante una gara di velocità fra Vacchina e Davide Bertello, alla guida di una seconda Porsche che è sopraggiunta pochi istanti dopo lo scontro.
Il rilevatore di velocità del Free Flow indicava un dato preciso: la Porsche di Vacchina viaggiava ai 219 km orari, ma non essendo un'apparecchiatura omologata, non può rappresentare una prova forense sufficientemente valida. Di qui l'esperimento giudiziario che si è concluso poco fa.

Tangenziale chiusa e presidiata dalla Polizia Stradale e, in strada, solo i periti e i loro assistenti insieme ad alcuni tecnici dell'Anas. E poi la Porsche nera che, in totale sicurezza avendo la tangenziale sgombra, ha fatto più passaggi per testare l'attendibilità del rilevatore comparando di dati con apparecchiature omologate. Lo scopo è, in estrema sintesi, quello di verificare giudizialmente e inoppugnabilmente che quella rilevata dal portale Free Flow fosse la reale velocità alla quale stava viaggiando Vacchina.

Necessario, dunque, ma dicevamo evitabile. Perché questo dato di velocità è contenuto nella "scatola nera" della Porsche ancora sotto sequestro. Costruita in Germania dalla Casa Madre e arrivata in Italia dove Vacchina l'ha noleggiata. La Procura, nella persona del pm Paterno che sta conducendo le indagini, ha chiesto alla Porsche i codici di accesso alla scatola nera per scaricare tutti i dati contenuti, primo fra tutti la velocità al momento dell'impatto, quelle registrate poco prima dell'incidente e altre informazioni utili alla consulenza cinematica. Ma la Porsche, in un primo tempo aveva organizzato un invio di suoi tecnici in Italia per questa operazione, poi, due giorni prima della partenza, aveva annullato tutto e le password non sono mai state fornite.
Costringendo così la Procura e i consulenti ad organizzare l'esperimento giudiziario arrecando anche disagio ai tanti automobilisti del sabato mattina. Tutto si sarebbe risolto con pochi minuti di "scarico" dei dati della box su un pc e loro acquisizione in copia forense. Porsche non ha giustificato, finora, il motivo per il quale non ha voluto fornire queste password in un'indagine complesso ma dai risvolti drammatici come quelli della perdita della vita di una ragazza.
(Foto e riprese Ago, Billi, Garrone, Peira)
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