Incidente
18 Aprile 2026 14:29:00
L'esperimento condotto questa mattina in tangenziale dagli esperti che stanno lavorando alla consulenza cinematica per ricostruire con esattezza dinamica, velocità, posizioni e responsabilità dello schianto che a dicembre è costato la vita a Matilde Baldi, è stato seguito passo passo anche dalla famiglia della ragazza.
A bordo della tangenziale e sui ponti che la attraversano sono stati presenti per tutta la durata delle operazioni peritali, il padre Gianluca, il fratello Lorenzo e la madre Elvia, alla guida della Fiat 500 la sera dello schianto, che si sta riprendendo a fatica dai gravi traumi fisici subiti.
Una presenza che è costata moltissimo alla famiglia di Matilde. Elvia (nella foto di copertina, di spalle, mentre segue le operazioni dei periti) da allora non se la sente più di guidare; il padre Gianluca vuole sapere e capire tutti i dettgli tecnici della ricostruzione per dare una spiegazione razionale ad un evento drammatico ed irrazionale come la morte di una figlia; Lorenzo travolto da un dolore personale e famigliare con cui si trova a fare i conti nonostante la giovane età. Proprio Lorenzo, che quando vede sfrecciare sotto uno dei ponti della tangenziale la Porsche mentre fa le "prove" della velocità alla quale presumibilmente andava Vacchina quella sera, ha un sussulto pensando a quale "bomba" sia piombata quella sera sulla piccola utilitaria sulla quale viaggiavano madre e sorella.
La madre, sul ponte dal quale si domina tutto il tratto in cui è avvenuto l'incidente e sotto il quale è sistemata la telecamera di monitoraggio del traffico che ha ripreso lo schianto, è incredula: «Ma davvero è successo in questo punto? Davvero ci ha sbattute così in là? Davvero l'auto ha fatto così tanti giri su se stessa? Finora non me ne sono resa conto. Ricordo solo una forte luce quando tutto si è fermato».

Con loro l'avvocato Pierpaolo Berardi, che li segue fin dai primi giorni seguiti dall'incidente, quelli in cui Matilde ha lottato per la vita, spegnendosi poi all'ospedale di Alessandria per il trauma cranico gravissimo riportato nel tamponamento. In strada il loro consulente, Giuseppe Cresta, che insieme a quelli del pm e dei due indagati (Franco Vacchina e Davide Bertello) ha seguito da vicino quest'ultimo miglio di accertamenti. Ci si aspetta a breve il deposito della consulenza che sarà fondamentale per le conclusioni delle indagini preliminari condotte dal pm Paterno.
La famiglia è stata parte attiva anche negli accertamenti di oggi. Da persone perbene come sono, quasi mortificate per il disagio arrecato agli automobilisti che hanno avuto la tangenziale chiusa per circa due ore. Cosa che non si sarebbe resa necessaria se la Porsche avesse fornito le password di accesso alla scatola nera dell'auto presa a noleggio e guidata da Vacchina.
«Sono qui oggi perché voglio vedere e capire la dinamica dell'incidente - ha detto Elvia ai giornalisti - Volevo capire perché mentre andavo sulla mia strada uno mi ha tamponato da dietro facendomi girare non so quante volte, facendo battere la testa a mia figlia e interrompendo la sua vita, i suoi sogni. Matilde era una ragazza fantastica, aveva una famiglia, aveva obiettivi, era molto determinata e tutto è andato in frantumi. Finora non ho ricevuto scuse da nessuno mentre ringrazio la Polizia, la Procura, il mio avvocato e tutte le persone che mi sono state vicine. Ho sentito tanto affetto e vicinanza ma questo non mi restituisce Matilde».
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