Il giorno dopo
19 Aprile 2026 13:01:53
«Astrit non è così come è stato descritto. Noi lo conosciamo bene e sappiamo che persona fosse»: è questo il commento condiviso da tutta la piccola comunità di Cossombrato che da ieri è salita alla ribalta delle cronache nazionali per essere stata lo sfondo di un gravissimo episodio di cronaca.
Astrit Koni, 59 anni, era uno degli uomini più amati del paese. Questo non toglie nulla al gravissimo gesto che ha compiuto 24 ore prima di gettarsi da una torretta del castello che domina il paese, ma proprio questo disvalore disorienta ancora di più chi lo conosceva da tanti anni.
«Siamo sconvolti e attoniti - dice il sindco Elsa Ormea, che con i dipendenti comunali si è messa a disposizione della famiglia in questi giorni - Non riusciamo a far collimare il ricordo e la stima che abbiamo sempre avuto tutti nei confronti di Astrit con ciò che ha fatto».
E ciò che ha fatto è stato sorprendere la moglie Dirta Mecollari, 55 anni, dalla quale si stava separando e il nuovo compagno di lei, Bardhok Gega di 57 anni in un appezzamento in cui la donna, insieme a suo fratello, da tempo conduceva una piccola attività di apicoltura. Ha ucciso entrambi a colpi di roncola lasciando i corpi sul terreno, senza avvertire nessuno nè pensare di costituirsi alle forze dell'ordine.

Un pensiero che però lo ha ossessionato fino al giorno dopo quando, poco dopo mezzogiorno, si è lanciato dalla finestra di uno dei torrioni del castello, morendo sul colpo.
«Sono stata l'ultima persona che l'ha visto - racconta una donna residente in paese - stavo rientrando da Montechiaro e l'ho incrociato proprio nel punto in cui meno di mezz'ora dopo sarebbe caduto. Era in maniche corte e aveva in mano una bottiglia d'acqua. Mi ha salutato, come faceva sempre ed ha proseguito la strada verso il castello. Non potevo immaginare che stava andando ad uccidersi».
Quel castello era la sua "seconda casa" da quasi trent'anni. Astrit, di origini albanesi, era arrivato in Italia poco più di 30 anni fa dalla Grecia e aveva subito "adottato" Cossombrato. Come Cossombrato aveva adottato lui e poi la sua famiglia.
«Una persona squisita, un gran lavoratore, perfettamente integrato nella nostra comunità - dicono i suoi vicini di casa - Sempre una parola gentile per tutti e poi la sua generosità nei confronti di tutti». Astrit era diventato quasi subito il giardiniere tuttofare del castello della famiglia Ghia. Era lui ad occuparsi di tutta la manutenzione ordinaria e dello splendido giardino che teneva con cura maniacale. Un amore per l'ordine e il bello che usciva dalle mura del castello perché era lui che, in forma del tutto volontaria, teneva in ordine il verde nel concentrico del paese, tagliando l'erba lungo i viali che conducono nella parte alta del borgo e verso il vicino cimitero.
«L'ultima volta che ha tagliato l'erba sulla strada è stato due giorni fa. Chissà, forse aveva già in mente cosa avrebbe fatto e voleva lasciare il paese in ordine». Era stato anche premiato dai bambini di Cossombrato per il suo impegno nei giochi del giardino del castello (foto di copertina).
Nel tempo la coppia aveva acquistato una casa proprio ai piedi del castello e lì era andata ad abitare.
Quella di Astrit e Drita è stata la prima famiglia di stranieri insediata a Cossombrato: lui giardiniere, appunto e lei badante con la passione per le api. La coppia ha due figlie, Ana ed Elisabetta, laureate e residenti l'una a Torino, l'altra al lavoro fra Olanda e Dubai e dovrebbe arrivare oggi per dare l'ultimo saluto a padre e madre.

In paese non nascondono i problemi famigliari che da almeno una quindicina di anni affliggevano la coppia e preoccupavano enormemente il giardiniere del castello. Più volte Drita si era allontanata da casa, come conferma anche il fratello di Astrit che a sua volta aveva abitato in passato qualche anno anche lui a Cossombrato prima di trasferirsi a Trento. Lui condivideva le sue vicende in casa e la sua famiglia di origine sapeva quanto fosse angosciato per questa situazione di irrequietezza della coppia e di conseguenti maggiori oneri economici a suo carico. Ma sapevano che era un uomo mite e molto responsabile e teneva duro per l'amore che aveva per il paese, per il suo lavoro e la famiglia Ghia, oltre a quello per le sue figlie di cui andava molto orgoglioso.
Per questo, per chi lo conosceva, è inspiegabile il gesto che ha commesso.
Ai piedi del muro del castello, nel punto in cui è atterrato, da ieri ci sono dei fiori, portati dai residenti, a testimonianza del legame che aveva con la comunità di cui era parte integrante da tempo.
Nel piccolo cimitero, lo stesso di cui Astrit teneva in ordine il verde, questa mattina si è radunata la sua famiglia, disperata. Lì è stata allestita la camera ardente per un ultimo saluto che si terrà domani, lunedì, alle 11 con celebrazione funebre alla chiesa parrocchiale. In quello stesso cimitero è sepolta la bimba di pochi mesi che la coppia aveva perso tanti anni fa e lui ha sempre espresso il desiderio, con i parenti, di voler riposare accanto a lei.
I corpi della moglie e di Gega sono invece custoditi alla camera mortuaria di Asti, ancora a disposizione dell'autorità giudiziaria che non ha rilasciato il nullaosta.
Se per la causa di morte di Astrit non ci sono dubbi, ci sono ancora accertamenti da fare sulla fine della sua ex e del nuovo compagno. E ci stanno lavorando i carabinieri coordinati alla Procura astigiana.

I dubbi sono sull'ora esatta in cui è stato compiuto l'omicidio nel terreno in mezzo alle arnie. Secondo le prime indiscrezioni l'aggressione mortale sarebbe avvenuta venerdì, il giorno prima del suicidio di Astrit. Ma rimangono due grandi domande senza risposta, per ora.
La prima è su come Astrit, che aveva pochissimi contatti con la ormai ex moglie, abbia fatto a sapere che lei era tornata a casa loro per prendersi qualche effetto personale e fosse passata poi nel terreno dove sono sistemate le arnie e che dista oltre un chilometro dal concentrico. E come abbia fatto a sapere che si trovava là con il nuovo compagno.
La seconda riguarda la modalità stessa del duplice omicidio perché è difficile con un'arma da taglio riuscire ad uccidere due persone, delle quali un uomo, senza che si siano difese o almeno una di esse sia riuscita a fuggire per sottrarsi all'aggressione o per chiedere aiuto. Astrit, inoltre, era un uomo piuttosto magro ed esile.
Il ritrovamento dei corpi è stata un'esperienza traumatica per il fratello di Drita, che con lei condivide la passione per le api.
Solo quando è avvenuto il suicidio di Astrit si è pensato a lei per avvertirla. Anche perché Drita era da Natale che non abitava più nella casa di Cossombrato e non la si vedeva più in circolazione. Di fronte alla tragica morte di Astrit era ovvio che andava avvertita ma era impossibile contattarla. Il fratello di lei ha allora pensato che fosse nel terreno a svolgere qualche lavoro alle arnie e non sentisse il telefono, per questo si è recato a cercarla trovando i due corpi senza vita della sorella e del suo compagno.
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