Via Pietro Micca
26 Aprile 2026 10:09:00
E’ una situazione complicata che da una parte intercetta la legittima richiesta di pace, tranquillità e sicurezza di più palazzi in uno dei posti più belli e panoramici della città, dall’altra si scontra con i limiti che istituzioni e forze dell’ordine si trovano davanti in quanto si tratta di un’area privata.
Parliamo del complesso del Belvedere, formalmente un condominio che però ricomprende più palazzine per un totale di centinaia di appartamenti realizzati su una parte di crinale del parco Monte Rainero.
Nei giorni scorsi è arrivato l’ennesimo esposto di un gruppo di residenti alle prese, ormai da tempo, con la convivenza molto difficile di una piccola parte di inquilini.
Dopo il popolo delle “camerette” (ex locali di sgombero seminterrati che anni fa vennero accatastati come abitabili e affittati) il problema si è ultimamente aggravato a causa degli occupanti di alcuni alloggi ben individuati. Si tratta di stranieri che non rispettano affatto non solo le regole condominiali ma neppure quelle minime di civiltà.
I residenti parlando di presenza diffusa di sporcizia e di degrado delle aree comuni, guasti ricorrenti agli ascensori causati da usi impropri e del tutto indelicati. Un giorno si sono ritrovati, al piano dei garage, tutti gli estintori staccati e svuotati con danni alle pareti, alle auto e un’aria irrespirabile.
A preoccupare sono soprattutto le persone che vengono attirate dai alcuni residenti. Ad ogni ora del giorno e della notte (soprattutto quest’ultima) entrano ed escono dai cancelletti condominiali ragazzi, uomini e donne che nulla hanno a che fare con il Belvedere e spesso danno origine a risse, litigi, urlate nei corridoi e nelle parti comuni. Il risultato è una insicurezza crescente.
«Abbiamo ben presente la situazione e abbiamo fatto più di un servizio di controllo al Belvedere - afferma il Questore Marina Di Donato - Posso dire che anche quest’ultimo esposto ricevuto dai residenti è stato attentamente valutato e girato all’autorità giudiziaria come seguito dei precedenti sui quali è stato aperto un fascicolo. Non posso dire altro».
Anche la Prefettura, fra i destinatari delle lamentele, interviene per ricordare che sono solo due gli alloggi affittati come centro di accoglienza per stranieri e in totale sono meno di dieci tenendo presente che tre sono un nucleo famigliare a sè. Centri che vengono costantemente monitorati e ispezionati con controlli serrati. Per il resto le lamentele esposte dai residenti sono stati spesso oggetti di Comitati per l’Ordine e la Sicurezza pubblica ma resta il fatto che molte delle cose riferite sono di natura civilistica, tipiche del rapporto di vicinato e condominiale.
Sulla stessa linea il sindaco Rasero: «Quello è un condominio privato, fino a quando non esistano gravi situazioni di ordine pubblico, il Comune non può intervenire su aree non pubbliche».
Edicola Digitale
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058