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Squadra Mobile

Il Dna incastra l'autore degli spari contro un'auto a Praia

Il grave gesto di intimidazione era avvenuto nel luglio dell'anno scorso. A novembre già una prima operazione con arresti e sequestro di droga e armi.

Il Dna incastra l'autore degli spari contro un'auto a Praia

Una prova scientifica difficilmente confutabile quella che gli investigatori della Squadra Mobile hanno trovato per incastrare il presunto autore di una serie di spari contro un'auto parcheggiata, nel luglio scorso, in strada a Praia.

Quel Dna rilevato sulla valigetta che conteneva un revolver a tamburo e un secondo caricatore sequestrato ad un complice, apparteneva al 33enne già arrestato a novembre per spaccio di oltre 3 etti di cocaina, detenzioni di munizioni e armi provento di furto. Ora è anche accusato di aver sparato, a scopo intimidatorio, cinque colpi contro l'auto parcheggiata nel cuore del quartiere popolare.

Proprio quel fatto così inquietante aveva dato origine all'indagine della Mobile, sotto il coordinamento della Procura e a novembre si era giunti ad un primo step importante dopo perquisizioni e arresti. Il 33enne era già stato arrestato perché trovato con la sostanza stupefacente e in casa sua c'era un mazzo di chiavi che aprivano la casa di un suo complice, all'epoca non coinvolto nell'indagine.

Una volta trovata la casa, si è scoperto che il  ruolo del complice era di "custode". Nella sua abitazione, infatti, era stata trovata una stanza chiusa con lucchetto che nascondeva 350 grammi di cocaina in pietra, tre fucili (di cui uno a canne mozze) rubati e una valigetta chiusa con doppio lucchetto che i poliziotti aveva aperto con chiavi trovate insieme a quelle dell'alloggio. In valigia c'era una pistola con il caricatore inserito, un secondo caricatore, 300 munizioni e un revolver con tamburo carico usato per sparare all'auto parcheggiata.

Ma, a novembre, non era stato possibile collegare direttamente il 33enne alla sparatoria. Cosa che è avvenuta nelle settimane scorse in seguito agli esiti degli accurati rilievi della Polizia Scientifica. Il Dna dell'uomo era presente su tutto il materiale sequestrato, soprattutto le armi e questo ha dato corpo ai forti sospetti degli inquirenti.

Il gip ha emesso una custodia cautelare in carcere a carico del 33enne e, a seguito di nuove perquisizioni, è stato possibile trovare e sequestrare un'auto rubata e uno scooter con numero di telaio abraso. Per questi nuovi sequestri è stata denunciata, per ricettazione, una donna.

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