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Sette sataniste sul web<br/>Sale l&#39;attenzione, Asti tra le più colpite

Sette sataniste sul web<br/>Sale l&#39;attenzione, Asti tra le più colpite

“Corro corro ma lui mi prenderà sento il fiato sul collo arriva Satana” cantavano qualche anno fa i Negrita in una famosa canzone dedicata al più grande blues man della storia. Era solo una

“Corro corro ma lui mi prenderà sento il fiato sul collo arriva Satana” cantavano qualche anno fa i Negrita in una famosa canzone dedicata al più grande blues man della storia. Era solo una canzone e vendere l’anima al diavolo almeno aveva un buon fine. Le notizie che si sono rincorse in questi giorni sulla rete hanno invece lanciato l’allarme per la possibile diffusione incontrollata di gruppi di “satanisti acidi” pericolosi in quanto violenti e incontrollabili. Perché ovviamente anche Satana 2.0 corre sul web. A dar retta a quanto spiegava dalle pagine di Panorama Maria Grazia Bocchino,  dirigente Responsabile Divisione Analisi del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato la diffusione dei satanisti acidi è concentrata in Piemonte, nell’area di Torino oltre che in Liguria e la stessa Asti sembra essere diventata una delle loro basi con molti adepti.

Che ci sia interesse intorno a questo tema lo dice il numero dei “mi piace” di una delle tante pagine facebook sul satanismo che supera i 400.000 contatti. Anche se niente hanno a che fare questi nuovi occultisti con le vecchie chiese sataniche in voga negli anni Ottanta quando i Rolling Stones intonavano: “Sympathy for the devil”. «Chi fa parte di queste sette, almeno tra gli adulti è abbastanza conscio di essere discretamente osservato dalle forze dell’ordine - spiega il sociologo Massimo Introvigne che da anni studia la questione -  Anche per questo i numeri di queste gruppi sono sempre piuttosto bassi». Il problema vero con i satanisti acidi sta nella difficoltà di conoscere l’identità dei membri, la cui età è molto bassa e dove è reale la possibilità di azioni violente tra gli adepti. Il tutto accompagnato da pezzi musicali di genere metal con sovrapposti urla e lamenti laceranti associati all’uso di droghe, alcol e pratiche sessuali più o meno crude.

Il rischio, specie per ragazzi facilmente impressionabil, può essere decisamente elevato. Senza contare che sono ancora una ferita aperta le immagini del processo alle “Bestie di Satana” cui è corso immediatamente il ricordo quando alcuni organi di stampa hanno associato una serie di suicidi tra giovani di Saluzzo con presunti riti satanici. D’altronde il motto di molti di questi gruppi è inquietante “il satanismo richiede studio non adorazione” oppure “non vogliamo essere una setta ma un esercito”. Nel caso di dubbi o sospetti la cosa migliore da fare è allertare immediatamente la polizia postale che ha gli strumenti per risalire lungo i canali del web fino alla fonte del male. Che esiste e spesso è molto più vicino di quanto possiamo immaginare.

Lodovico Pavese
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