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I luoghi e i monumenti dell'antica Asti ebraica

I luoghi e i monumenti dell'antica Asti ebraica

Oltre alla Sinagoga e ai suoi locali sotterranei, sono tanti i luoghi e le testimonianze, alla luce del sole, legati alla presenza, nei secoli, della comunità ebraica ad Asti e su cui ci si può

Oltre alla Sinagoga e ai suoi locali sotterranei, sono tanti i luoghi e le testimonianze, alla luce del sole, legati alla presenza, nei secoli, della comunità ebraica ad Asti e su cui ci si può soffermare semplicemente passeggiando per la città. Così, percorrendo dalla stazione via Cavour, si scorge, all'angolo con via Brofferio, il palazzetto Artom, con il suo giardino interno e la lapide di Isacco (1829 ? 1900), che la città volle dedicargli. Volontario nella guerra d'indipendenza del 1848, fu segretario del conte Cavour e poi segretario generale del Ministero degli Esteri a Roma. Proseguendo la passeggiata, ci si imbatte nel busto di pietra, presso i Giardini Pubblici, di Alessandro Artom (1867 ? 1927), inventore del radiogoniometro e collaboratore di Marconi. Da qui, si può raggiungere il cortile del vecchio ospedale, dove troviamo un altro busto, quello del professore Cesare Artom (1879 ? 1934), naturalista che aveva lasciato parte del proprio patrimonio al nosocomio civile di Asti.

Spostandoci in corso Alfieri, all'angolo con quello che era detto il palazzo degli spagnoli, si può vedere, da uno slargo, il teatro Alfieri, voluto e costruito da Zaccaria Ottolenghi (cui a metà ?800 era ancora stato negato il diritto di acquistare un palco nel teatro dei nobili). Risalendo un tratto di corso Alfieri e imboccando via Della Valle, ecco la targa in memoria della scienza di Salvatore Ottolenghi (1861 ? 1934). Superando piazza Medici, ci si trova davanti alle costruzioni moderne di via Massimo d'Azeglio: in quella zona, oltre via Antica Zecca, c'era il vecchio cimitero degli ebrei di Asti. L'astigiano Stefano Incisa (1742 ? 1819), religioso, storico e cronista italiano, parla di questo terreno, chiamato "Prato degli Ebrei," dove si dava loro sepoltura.

Nel 1810, fu sostituito dall'attuale cimitero ebraico in via dei Martiri Israeliti (in prossimità di via Lamarmora): oggi visitabile, continua ad accogliere la sepoltura di ebrei defunti di origine astigiana. Poco giorni fa, in occasione del Giorno della Memoria, il muro del cimitero è stato imbrattato da una scritta antisemita. Continuando il nostro itinerario, poco distante si erge la scuola media "Olga e Leopodo Jona," deportati nei campi di sterminio, da cui non sono tornati. Riprendendo corso Alfieri e imboccando via Incisa, ci si ritrova nel cosiddetto ghetto, di cui facevano parte le odierne vie Aliberti e Ottolenghi, per poi approdare in piazza Roma, così voluta e ampliata da Leonetto Ottolenghi (1846 ? 1904). A conclusione del nostro itinerario, risalendo ancora lungo corso Alfieri, si può ammirare palazzo Ottolenghi, acquistato da Zaccaria a metà ?800 e poi restaurato dal figlio, il conte Leonetto. Quest'ultimo, nel 1901, comprò anche palazzo Alfieri. Gli Ottolenghi lasciarono al Comune entrambi gli immobili.

m.z.

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