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Palcoscenico

Chiara Buratti: «Così riporteremo in luce l'atmosfera densa e fumosa del "Chelsea Hotel"»

L'attrice sarà sul palco, insieme a Mauro Ermanno Giovanardi e Marco Carusino, con lo spettacolo scritto dal marito Massimo Cotto - «Nei prossimi mesi mi dividerò tra teatro e progetti di conduzione»

Chiara Buratti

"Il testo è lo stesso. Ma io non racconterò le storie come faceva Massimo. Le storie entreranno in maniera diversa a far parte del nostro mondo. Diciamo così: faranno il loro ingresso da una porta laterale".

Sono le parole con cui l'attrice Chiara Buratti raccolta l'evoluzione di “Chelsea Hotel”, lo spettacolo che andrà in scena sabato 17 gennaio alle 21 al Teatro Alfieri di Asti. Scritto dal marito Massimo Cotto - il giornalista, critico musicale e speaker di Virgin Radio mancato nell'agosto 2024 - è uno spettacolo sospeso tra narrazione e concerto che torna in scena ad oltre dieci anni di distanza dalla prima rappresentazione per ridare vita alle storie dell'albergo in stile vittoriano che si trova nel cuore di New York e ripercorrere gli aneddoti di cui trasudava. Sul palco, oltre a lei, anche il cantante Mauro Ermanno Giovanardi, voce dei La Crus e il musicista Marco Carusino, diretti da Alessandro Maggi.


Come mai avete deciso di riportare in scena “Chelsea Hotel"?
Dopo che Massimo se n’è andato, Joe (Mauro Ermanno Giovanardi) ha ricevuto numerosi messaggi da parte di amici e fan che gli chiedevano di rimettere in scena questo spettacolo teatrale. Il primo che Massimo aveva scritto e che l’aveva visto narratore sul palco, proprio assieme a Joe e ad un altro astigiano, Matteo Curallo.

Un video tratto da un momento di "Chelsea Hotel" andato in scena nel gennaio 2014

Una formula nuova, originale, di narrazione e musica che prendono vita una dopo l’altra e alla fine diventano un tutt’uno. In occasione del debutto quindici anni fa lo spettacolo, prodotto da Produzioni Fuorivia di Paola Farinetti, aveva avuto un successo enorme, protagonista di un tour che aveva toccato una cinquantina di città, tra cui Asti nel 2012, regalando grandi emozioni.
Il fulcro dello spettacolo è, appunto, il “Chelsea Hotel”, leggendario albergo newyorkese rifugio di artisti da più di un secolo. Anzi, meglio dire casa, perché molti artisti vi hanno proprio vissuto mesi, anni, addirittura una vita intera.
Un hotel in cui Massimo era stato tante volte e che sul palco era accanto a Joe, che possiede quella fiamma rock perfetta per incarnare le varie star di cui si racconta. Ecco, tornando alla domanda, Joe mi ha detto: se lo riporto in scena, voglio farlo con te.
Quali le differenze rispetto all'ultima rappresentazione?
Il testo è lo stesso. Ma io non racconterò le storie come faceva Massimo. Le storie entreranno in maniera diversa a far parte del nostro mondo. Diciamo così: faranno il loro ingresso da una porta laterale.

Gli impegni dei prossimi mesi

Dopo Asti sono previste altre date?
Abbiamo deciso di portare in scena questa versione di “Chelsea Hotel” nei luoghi del cuore di Massimo: Asti, Sanremo e Quiliano (Savona). Sono tre luoghi che Massimo amava molto. Nessuna intenzione di fare un tour. Solo di riportare in luce quelle parole e quell’aria densa e fumosa che Massimo ha saputo rievocare benissimo. 
In quali altri progetti è impegnata quest'anno?
Sono appena rientrata da Roma, dove ho messo in scena, al Teatro Golden, uno spettacolo comico, "Follie d’amore", con Danilo De Santis, Piero Scornavacchi, Roberta Mastromichele, Roberto Belli e Marco Aceti. Un gruppo di lavoro che è famiglia.
Nei prossimi mesi mi aspettano progetti molto belli, anche legati alla conduzione. Per quanto riguarda il teatro, continuerò con "Quattro donne" all’Alfieri il 7 marzo e le prove di un nuovo spettacolo che mi vedrà sul palco assieme al contrabbassista Ferruccio Spinetti e al pianista Giovanni Ceccarelli.

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