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Arte

"Paolo Bernardi, 63 anni dopo": viaggio tra scene, dipinti e bozzetti

Domani, nella sede della Fondazione Guglielminetti, l'inaugurazione della mostra antologica dello scenografo che arricchisce così la donazione del 2022

"Paolo Bernardi, 63 anni dopo": viaggio tra scene, dipinti e bozzetti

Una selezione di dipinti, disegni e bozzetti scenografici creati dagli anni Sessanta ad oggi. È il nucleo di opere firmate dallo scenografo Paolo Bernardi e donate alla Fondazione Eugemio Guglielminetti, al centro della mostra antologica “Paolo Bernardi ...63 anni dopo”, che sarà inaugurata sabato 21 febbraio alle 17 nella sede della Fondazione, in corso Alfieri 375.

Le donazioni

Una raccolta che arricchisce il precedente “Fondo Paolo Bernardi”, istituito nel 2022 in occasione della prima donazione, quando l’artista aveva espresso parole di ringraziamento ed elogio nei confronti dello scenografo Eugenio Guglielminetti, mancato nel 2006.
«Desidero fare un ringraziamento particolare e speciale - aveva dichiarato in quell’occasione - al grande Maestro Eugenio Guglielminetti che tanto ha dato all’arte della scenografia, creando spazi drammaturgici innovativi e di grande fantasia. Attraverso la Fondazione da te creata - aveva detto rivolgendosi direttamente a Guglielminetti - mi offri la possibilità di presentare il mio lavoro di scenografo con grande rispetto dei tuoi insegnamenti. Durante i nostri brevi dialoghi, i tuoi incoraggiamenti mi infondevano grande energia ed entusiasmo. Con grande semplicità e facilità, infatti, mi facevi capire, attraverso l’esempio, come gestire e realizzare progetti scenografici che implicano grande complessità per le infinite sfaccettature che comportano».

La mostra

La mostra accompagna i visitatori attraverso le testimonianze della pluridecennale attività creativa di Paolo Bernardi. La sequenza pittorica degli “otto autoritratti” scandisce le diverse stagioni compositive: l’approfondimento dei linguaggi figurativi all’Accademia Albertina e le prime esperienze materiche ispirate al realismo del Secondo Dopoguerra; l’inclinazione alle tendenze sperimentali degli anni Sessanta; l’attenzione alla costruzione di spazio e figura mediante il filtro percettivo metafisico ed astratto.
Nei decenni Ottanta - Novanta, poi, le interpretazioni surreali e fantasiose esulano dalle prove espressioniste, rivelando una matura consapevolezza della libertà espressiva. Su tale conquista formale e stilistica si consolida il recente approdo alla pittura, come autonoma creazione, sciolta da vincoli estetici e condizionamenti professionali.
Bozzetti ed impianti scenografici su carta completano inoltre la preziosa collezione di progetti e modellini scenici della prima donazione alla Fondazione, spaziando tra allestimenti per i vari generi teatrali dalla prosa all’opera lirica, accanto alle originali realizzazioni per la televisione.

Chi è Paolo Bernardi

Formatosi all’Accademia Albertina di Torino, Bernardi si è dedicato per decenni all’insegnamento nelle Accademie di Belle Arti di Torino, Bologna, Roma e, dal 2004, al Dipartimento di Scenografia all’Accademia di Brera (Milano). Al contempo, ha coltivato anche l’impegno professionale in teatri ed enti lirici, accanto ad interventi scenografici nei Centri di produzione televisiva Rai in svariati generi di spettacolo, dallo sceneggiato letterario al poliziesco, fino a programmi musicali e scientifici.
Non nuovo a mostre nell’Astigiano, Bernardi ha proposto nel 2019 la retrospettiva “Pittore in scena” al Polo didattico di Palazzo Alfieri e l’esposizione nella chiesa sconsacrata SS. Annunziata di Castello d’Annone, in seguito alla designazione, quell’anno, a Maestro del Palio. Negli ultimi anni, poi, ha realizzato interventi plastici e installazioni nelle sale della Fondazione.

Ingressi

La mostra, a cura dello stesso Bernardi, sarà visitabile fino al 26 aprile tutti i giorni dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso alle 18).

Nella foto in alto, Bernardi all'interno del Museo Guglielminetti

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