Cerca

Mostra

La pittrice Floriana Porta espone i suoi "Echi di un mondo perduto" al Museo Paleontologico

«Nelle mie opere ritornano il blu del mare e l’universo femminile» dice l'artista di origine villafranchese. La mostra sarà visitabile fino al 28 settembre

Floriana Porta Museo Paleontologico

Floriana Porta racconta l'universo femminile in connessione con i fossili del Mare Padano

Rimarrà aperta fino al 28 settembre la mostra “Echi di un mondo perduto” al Museo Paleontologico di Asti. La personale di Floriana Porta, artista poliedrica di origine villafranchese, mette in comunicazione l’arte e la poesia con il mondo dei fossili.

«Una passione, quella dei fossili, che mi ha trasmesso mio padre Alessandro, designer e illustratore – ha detto Porta durante l’inaugurazione – credo che l’artista e il paleontologo abbiano un grande legame. Il paleontologo infatti scava per trovare tesori del passato con una grande ricerca. L’artista scava nel profondo di se stesso, nella sua interiorità per trasmettere la bellezza».

La presidente del Parco Paleontologico Astigiano, Sara Rabellino, ha personalmente scelto l'immagine "In ascolto della natura selvatica" per la locandina: una donna è attenta a captare ogni minimo suono (forse un segreto?) mentre le felci si allargano armoniosamente intorno a lei.

«Il blu è la cifra del mio lavoro – dice Floriana Porta – il blu degli abissi, della profondità del mare. Un mare lontano a cui dobbiamo avvicinarci. Uso l’acquerello, un’espressione che utilizza l’acqua, quest’acqua che ritorna nelle mie opere e nella sensibilità che mi avvicina al mare, anche a quello che c’era milioni di anni fa in questi territori».

L’altro elemento predominante dell’opera di Floriana Porta è l’universo femminile. «La donna per me è un mezzo per arrivare al divino – aggiunge l’artista – anzi direi che è la donna stessa che è divina. Nelle mie opere c’è una donna che si ripete sempre in modo diverso e rappresenta il collegamento tra i vari mondi, quello interiore e quello reale. Cerco sempre di documentarmi per riuscire a trasmettere questi mondi. In questo caso ho effettuato una ricerca accurata sui fossili e sui testi che parlano dei ritrovamenti del Villafranchiano. Una ricerca facilitata dalla mia antica passione».

La mostra di Floriana Porta è accompagnata da una piccola colonna sonora, un brano dal titolo “Balene perdute nel tempo” composto da Gaetano Capitano, in arte Gae, paroliere, compositore, arrangiatore e musicista torinese. La canzone è nata da una poesia di Porta che il compositore ha tradotto in musica.

L'esposizione, promossa con il Distretto Paleontologico dell'Astigiano e del Monferrato, sarà visitabile dal lunedì- al venerdì dalle 11 alle17; il sabato e la domenica dalle 11 alle18; chiuso martedì e a Pasqua, 5 aprile. Il biglietto di ingresso è di 7 euro (ridotto 5) e consentirà la visita alle collezioni del Museo.

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133