Intervista
31 Marzo 2026 11:42:50
Andrea Bosca
Ritorno sul grande schermo con un ruolo da co-protagonista per l’attore canellese Andrea Bosca.
Nell’ambito di una carriera che l’ha reso popolare a teatro, al cinema e in televisione, interpreta nuovamente uno dei personaggi principali di un film dopo essersi calato nei panni del politico Marco Pannella, protagonista di “Romanzo radicale” (2023), e aver fatto parte del cast di “Incanto” (2025).
Giovedì scorso è uscito “Non è la fine del mondo”. Ci presenta la pellicola e il ruolo che interpreta?
È la storia di una ragazza, Emma (interpretata da Fotinì Peluso), che lavora in una casa di produzione cinematografica come stagista, un po' sfruttata. Ad un certo punto incontra un grande produttore, Pietro Scalzi - il personaggio che interpreto io - mosso da alti principi e decisamente capace a livello professionale, che crede nel cinema e ritiene che Emma possieda un grande talento.
Tuttavia la ragazza è sfiduciata e non ne vuole più sapere di quel mondo. Allora lui le mostra il talento che possiede e le fa capire che è giusto che si metta in gioco. Dimostrando al contempo, da parte sua, che un professionista può imparare anche da una collega giovane, mossa da bellissime idee e dalla capacità di vedere il mondo in maniera commovente, con la sua gentilezza intransigente, essendo anche molto determinata.
In un recente intervento pubblico lei ha spiegato che il talento è un dono che va restituito e non sprecato. E’ un concetto che emerge anche nel film?
Sì. Se il talento è un dono, bisogna prendersene cura, nutrirlo, allenarlo per tutta la vita e metterlo a frutto, proprio come spiegato nella parabola dei talenti nel Vangelo. Non si può solo restituire ciò che si riceve, perché non c'è nessun onore in questo, ma bisogna cercare di accrescere il dono ricevuto.
Ma cosa vuol dire talento? È la capacità di svolgere bene qualcosa, con attenzione e impegno. Non è appannaggio solo degli artisti: ognuno ha un talento.
Quando è stato girato il film?
L'anno scorso tra marzo e luglio, prima a Roma e poi a Verona, tappa di cui ho un bellissimo ricordo.
In un salotto televisivo ha raccontato che si era presentato al provino vestito con il look che pensava avrebbe caratterizzato il personaggio cui ambiva...
Sì. Dopo aver letto la sceneggiatura sono andato al provino vestito da Pietro Scalzi. Sentivo che poteva essere il ruolo per me. Lì ho conosciuto la regista Valentina Zanella. Abbiamo parlato e ci siamo trovati in sintonia. Tra l’altro avevo indossato un paio di stivali da cowboy perché il personaggio, come si evince dal romanzo omonimo a firma di Alessia Gazzola da cui è tratto il film, indossa queste calzature vistose pur essendo una persona molto seria.
Dirò di più. Per diverso tempo i miei stivali hanno rappresentato un’opzione per il costume del personaggio. Anche se alla fine non sono stati scelti, a vantaggio di altre calzature simili, mi hanno portato fortuna.Al di là di questo “gioco”, comunque, penso che il personaggio possieda alcuni tratti di me...
Quali?
Ad esempio mi somiglia tantissimo per l’impegno dimostrato e l’amore per il mestiere che svolge. Per altri aspetti è diverso, perché lui “sbrocca” tantissimo e forse, sul lato sentimentale, è un po' meno centrato.
La differenza principale tra noi, poi, è che lui non si ferma a riflettere sulle sue mancanze, siano esse professionali o personali. Anche se poi Emma lo obbliga a farlo.
Come si è trovato con il cast?
Molto bene. Con Fotinì Peluso ci conoscevamo già ed è stato bello ritrovarla nella sua pienezza artistica e personale, tipica di una ragazza intelligente. Peraltro sono un grande tifoso della sua carriera internazionale ed è stato un vero piacere lavorare con lei, che secondo me merita anche la commedia, peraltro delicata come questa, perché la sa fare molto bene.
Dopodiché posso dire che ho avuto rapporti positivi con tutti, ognuno dei quali ha portato il suo apporto al film. Paolo Ruffini è molto divertente, Paolo Rossi è veramente strepitoso, tra sorrisi e tenerezza. Senza contare la regista, Valentina Zanella, l’asso nella manica del film. Già regista di numerosi documentari, ricorda un po’ la protagonista Emma: ha lavorato molto dietro le quinte di tante pellicole e ora ha il suo momento di luce alla direzione, essendo alla sua opera prima.
Presenterà il film al pubblico insieme al cast?
Sì. Nei giorni scorsi sono stato al Bari Film Festival, dove era in concorso. Poi saremo protagonisti di una tournée che toccherà tante città, il cui calendario sarà pubblicato sui nostri social. Verremo anche ad Asti dopo Pasqua, ma non sappiamo ancora la data precisa.
Cinema a parte, la stiamo vedendo salire anche sul palco dei teatri con “La luna e i falò”...
Sì, ma aggiungo che sto mettendo in cantiere una nuova produzione con Bam Teatro, che sarà pronta dalla prossima estate.
Un progetto nuovo in cui avrò il ruolo di protagonista, ma di cui non posso ancora dire nulla perché dobbiamo terminare la scrittura.
Sul piccolo schermo, l'anno scorso era nel cast delle produzioni Rai “La bambina con la valigia” e “Belcanto”. Ci sono all’orizzonte nuovi progetti?
Sì, un titolo nuovo che uscirà tra settembre e ottobre, con un cast d'eccezione, su una importante piattaforma streaming.
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