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Francesco Bergamasco torna in libreria: «Viaggiare regala una disconnessione»

Nelle prossime settimane uscirà il suo secondo libro, intitolato “Aurora - Viaggi di luce e vento”

Francesco Bergamasco torna in libreria: «Viaggiare regala una disconnessione»

«Viaggiare regala una disconnessione, un’immersione totale nel concentrato del vivere puro».

Ne è convinto Francesco Bergamasco, originario di Cerro Tanaro e da alcuni anni residente in Liguria, che nelle prossime settimane uscirà con il suo secondo libro.

Intitolato “Aurora - Viaggi di luce e vento”, sarà pubblicato dalla Gagio edizioni di Crema come il primo volume, “Alba e ciambelle”, uscito nel 2023.

Al costo di 16 euro, si può acquistare fino all’8 aprile in prevendita a 15 euro sul sito della casa editrice. Come il primo, sarà corredato da numerose fotografie e conterrà una colonna sonora scaricabile tramite Qrcode.


Francesco, in questo nuovo libro parla dei viaggi effettuati in tutto il mondo in sei anni. Ci spieghi...
Il libro segue cronologicamente il primo, diario ricco di fotografie del viaggio che avevo intrapreso in Australia, nel Sud Est Asiatico e in Giappone tra il 2016 e il 2017, dopo aver abbandonato un impiego a tempo indeterminato.

Il racconto inizia quindi nel 2018 quando, tornato dall’Oriente e trovato lavoro in un supermercato, decido di cambiare di nuovo mestiere per diventare fotografo. Scelta che mi porterà ad Ibiza, da dove è cominciata l’avventura, e in Sud America, dove sono rimasto quattro mesi toccando Perù, Bolivia, Cile e Argentina.
Successivamente mi sono trasferito in Liguria, dove risiedo ancora oggi e lavoro in una catena di elettronica.


Quindi da quel momento il tempo per viaggiare è stato limitato...
Da allora viaggio quattro settimane all’anno. Ho trovato un buon equilibrio tra lavoro e tempo libero e sono appagato da esperienze più corte, ma sempre intense.
Mi sono recato in Norvegia per ammirare l’aurora boreale; poi in Giordania, dove ho conosciuto Alex, con cui sono andato in Namibia, e infine in Sri Lanka e India.


In “Alba e ciambelle” aveva evidenziato lo “strappo” dalla vita quotidiana alla base del viaggio in Australia. Ora quale messaggio vuole trasmettere?
Il primo libro voleva essere una guida di rottura. Una volta ritornato a casa, con una solida struttura interiore e gli schemi completamente ribaltati in merito alle priorità della vita, ho affrontato questa seconda pubblicazione, che sottolinea come il fatto di lasciarsi trasportare dal vento possa essere l’epifania per affrontare il quotidiano. Solo fuggendo dall’ordinario si possono trarre le esperienze che consentono di rovesciare il proprio io interiore. Anche senza ribaltamenti di vita.


Nel libro parla anche degli incontri che hanno arricchito i suoi viaggi...
Gli incontri sono sempre una parte fondamentale dei viaggi perché guidano, a volte involontariamente, ai passi successivi. Importanti in questo libro sono quelli avvenuti durante l’esperienza ad Ibiza che apre il libro. Ad esempio l’incontro con Chiara, da cui nascerà il desiderio di trasferirmi in Liguria, che mi accompagnerà in parte del Sud America. Oppure con Gauti, un ragazzo indiano che, in ostello, mi ha parlato dell’opinione della sua gente sull’amore. Una riflessione che mi ha segnato e di cui ho scritto in queste pagine, legata al concetto di luce, tema portante del libro.

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