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Arte

Dipinto di Carlo Bononi donato a Palazzo Mazzetti in memoria di Polly Cornero

La pregevole opera, che arricchisce la pinacoteca, raffigura il martirio di San Sebastiano - Lepore (Asti Musei): «Collocato nel salone d'onore, dove troverà posto anche un'opera attribuita al pittore emiliano Camillo Procaccini»

Il Martirio di San Sebastiano

Il Martirio di San Sebastiano

La pinacoteca di Palazzo Mazzetti si arricchisce di una nuova pregevole opera. Si tratta di un dipinto eseguito da Carlo Bononi, punto di riferimento della celebre scuola di pittura ferrarese tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento.
Il quadro è stato donato in memoria di Paolamaria Cornero, detta Polly, figlia del giornalista Vanni Cornero e della professoressa Marina Gavello. Polly, scomparsa quattro anni fa dopo un’implacabile malattia sopportata con serenità e coraggio, aveva dedicato la sua vita professionale all'assistenza dei più deboli e dei minori senza famiglia.

A dare la notizia della donazione è stato oggi il presidente di Fondazione Asti Musei, Francesco Antonio Lepore. «Il dipinto - spiega - è un olio su tela di grandi dimensioni (205 x 122 cm) e raffigura il martirio di San Sebastiano, legato ad un albero mentre sta per essere trafitto da due frecce, con giochi di luce e plasticità di inconsueta suggestione, tanto da spingere i commentatori più esperti ad accostare lo stile del Bononi a quelli di Tintoretto e Caravaggio. Il quadro, inoltre, si può definire un inedito, poiché di proprietà della famiglia Cornero dalla seconda metà del XIX secolo e mai prima d'ora era stato esposto al pubblico».

La futura acquisizione

La tela attribuita a Camillo Procaccini raffigurante "San Giorgio e il drago"

Il dipinto è stato collocato nel Salone d'onore di Palazzo Mazzetti. «Nello stesso ambiente, al posto della "Femme" di Giacomo Grosso, tornata alla sede di Palazzo Ottolenghi - continua - troverà collocazione un’altra importante opera di grandi dimensioni, concessa al museo in comodato d'uso da un privato astigiano, a testimonianza della continua crescita e valorizzazione del patrimonio espositivo del museo. In questo caso si tratta di una tela raffigurante San Giorgio e il drago, attribuita al pittore emiliano Camillo Procaccini, artista attivo tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, appartenente a una famiglia di consolidata tradizione artistica. L’opera è riconducibile a una delle versioni del soggetto realizzate dal pittore».

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