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Acquisizione

Una collezione di otto meteoriti arriva ad arricchire il Magmax

Saranno visibili nel museo, che comprende una dotazione di oltre 20mila pezzi, a partire dal 20 giugno

Una collezione di otto meteoriti arriva ad arricchire il Magmax

Il Magmax, il Museo Astense di Scienze della Terra ospitato nella Torre Quartero di corso Alfieri, si arricchisce di otto meteoriti che vanno ad aggiungersi a minerali e rocce, documenti antichi, strumenti del lavoro in miniera e oggetti di vario tipo.

I meteoriti

«Al fascino e all'interesse scientifico che i meteoriti, testimonianza dell'infinito universo, suscitano da sempre - spiega Massimo Umberto Tomalino, fondatore e direttore del Magmax - uniamo la suggestione di essere riusciti ad avverare il desiderio di un collezionista torinese. Avrebbe voluto, dopo la sua morte, che la preziosa raccolta non venisse dispersa tra gli appassionati, ma restasse integra e visibile in un museo. Siamo orgogliosi di aver acquisito i reperti, che metteremo in mostra nei prossimi mesi».
La grandezza dei meteoriti varia dalle dimensioni di una mandorla a quelle di un mandarancio. La loro autenticità è provata dai certificati - una vera e propria carta d'identità - che indicano, tra l'altro, la località in cui sono caduti sulla Terra, la data della scoperta, la loro composizione.

Diverse le provenienze dal punto di vista geografico, che spaziano dalla Russia all’Argentina.
«Fanno parte della nostra collezione - conferma Tomalino – due pezzi del meteorite, caduto 40 mila anni fa e scoperto nel 1891 nel Canyon Diablo in Arizona, simile a quello che probabilmente causò l'estinzione dei dinosauri».
«Con i meteoriti - dice Tomalino - siamo certi di poter regalare altri motivi di stupore: la loro origine e distanza è ben più lontana di quelle della polvere di luna, dinnanzi a cui i visitatori si soffermano incuriositi. Ora la fortuna di guardare da vicino gli oggetti dell'universo è moltiplicata dalla presenza dei meteoriti. Un'altra novità è rappresentata da tre diversi tipi di impattiti di circa 200 mila anni fa: sono dieci reperti, risultato dell'urto di meteoriti sulle rocce terrestri e dello scaricamento di fulmini sulla sabbia desertica, entrati anch'essi a far parte, negli ultimi tempi, del museo».

I cinque anni del Magmax


Le nuove acquisizioni non sono per ora visibili. Faranno il loro debutto in occasione dell'anniversario dei cinque anni del Magmax, fissato per il 20 giugno (ma in un primo tempo calendarizzato il 5 luglio), a partire dalle 15, alla Galleria del Museo Paleontologico. Caratterizzerà l'evento, aperto a tutti, l'esposizione di una decina di reperti, minerali e oggetti rari mai esposti, facenti parte della complessiva dotazione del museo, ormai giunta a superare i ventimila pezzi.

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