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Le "voci" del festival Passepartout: ecco gli ospiti dell'edizione 2026

Presentata stamattina, si terrà dal 1° al 7 giugno nel cortile della Biblioteca Astense - Tra gli ospiti Lidia Ravera, Giordano Bruno Guerri, Benedetta Tobagi e don Luigi Ciotti

Le "voci" del festival Passepartout: ecco gli ospiti dell'edizione 2026

«In un periodo che forse è il più rumoroso della storia – tra immagini di guerre che gridano anche se non hanno il sonoro - proponiamo di ascoltare voci pacate, serene. Voci che ci aiutino a ragionare, a ripassare fatti e figure della nostra storia, a guardare la società e il mondo per individuare possibili rotte di un futuro migliore».

Così Alberto Sinigaglia, direttore scientifico del festival Passepartout, ha sintetizzato gli intenti dell’edizione 2026, in occasione della presentazione svoltasi stamattina. 

Presentazione che ha visto intervenire, tra gli altri, anche la presidente della biblioteca, Roberta Bellesini (affiancata dalla direttrice Alessia Conti), e l’assessore comunale alla Cultura Paride Candelaresi.

In programma da lunedì 1 a domenica 7 giugno nel cortile della Biblioteca Astense, con la partecipazione di numerosi esponenti del panorama culturale italiano, il festival è organizzato dalla Biblioteca con il Comune e la Regione Piemonte, sostenuto da diversi enti e sponsor.

“Voci” il titolo di quest’anno. «“Passepartout” - ha evidenziato l’assessore Candelaresi - è diventato uno spazio di confronto importante, che nel corso delle edizioni ha visto protagoniste voci anche molto diverse tra loro».

A rafforzare il concetto Roberta Bellesini. «Un festival dedicato alle voci - ha sottolineato - è un invito ad ascoltarle nella loro pluralità: quelle che danno forma al presente, quelle che custodiscono la memoria, quelle che aprono possibilità di futuro. Ogni voce porta con sé una storia, un’emozione, un frammento di verità. Metterle in relazione significa accogliere una pluralità che non è rumore, ma coro di umanità».

Gli incontri

Il programma prevede una settimana di incontri con autorevoli relatori. «Alcuni di loro non sono particolarmente noti - ha specificato la presidente - in quanto, nonostante siano molto competenti, non sono conosciuti dal grande pubblico. Ecco che emerge ancora una volta, quindi, quella che è diventata la cifra distintiva del festival, in risposta ad una esigenza del pubblico: approfondire un tema, spaziando come sempre dalla letteratura alla musica, dalla geopolitica alla storia, con il contributo di relatori autorevoli, ma non necessariamente noti a tutti».

Sul palco del festival saliranno, tra gli altri, la giornalista e scrittrice Lidia Ravera; il responsabile Compagnie di canto del teatro Alla Scala di Milano, Sebastian Schwarz; l’arcivescovo della diocesi di Torino, cardinale Roberto Repole; la scrittrice e storica Benedetta Tobagi, figlia di Valter Tobagi, ucciso da una brigata di terroristi rossi nel 1980; il giornalista, storico e saggista Giordano Bruno Guerri; Gianfranco Astori, dal 2015 Consigliere per l’informazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Dal punto di vista organizzativo, l’edizione 2026 ha visto la collaborazione di alcune realtà: la diocesi di Asti, la Fondazione Giovanni Goria, Ethica e il Polo del ’900 di Torino, di cui è presidente lo stesso Sinigaglia.

Le parole del direttore scientifico

«Il festival - ha aggiunto il direttore scientifico - è figlio della biblioteca e della città di Asti, in quanto cresciuto grazie all’entusiasmo, ma anche ai suggerimenti e alle critiche del pubblico. Dialoga con diverse realtà e, a differenza di molte altre realtà del panorama nazionale, è ad ingresso libero, tanto che, a causa delle risorse risicate di cui dispone, i relatori partecipano per il piacere di esserci, di certo non per il contributo simbolico che ricevono. A questo proposito faccio presente che alcuni personaggi della vita italiana di oggi sono passati dal nostro palco. Posso citare, come esempi, i ministri Guido Crosetto e Carlo Nordio, il sindaco di Genova Silvia Salis e lo scrittore Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia».

Tutti gli appuntamenti, ad ingresso libero, si terranno nel cortile della Biblioteca Astense (in caso di maltempo al Palco 19).

Il calendario

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