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Protesta

«Ispettorato del lavoro, laureati in Giurisprudenza non possono effettuare controlli tecnici»

Presidio Ispettorato del lavoro
«Laureati in Giurisprudenza non possono occuparsi di questioni tecniche relative alla sicurezza sul lavoro nelle aziende di qualsiasi settore». Ad affermarlo i sindacalisti componenti della delegazione che venerdì scorso è stata ricevuta in Prefettura nell’ambito del presidio convocato per protestare contro la carenza di personale all’Ispettorato Nazionale del Lavoro. Il presidio è stato convocato da Cisl Fp, Fp Cgil e UilPA. A comporre la delegazione Alessandro Delfino, Salvatore Bullara e Carmelina Vecchione (Cisl) insieme a Roberto Gabriele (Cgil). La manifestazione, che ha visto la presenza di sindacalisti (per la Cisl anche le categorie del settore privato in segno di solidarietà) e lavoratori, si è inserita nell’ambito dello stato di agitazione che coinvolge il personale da alcune settimane a livello nazionale, proclamato, oltre che da Cgil, Cisl, e Uil, anche da Confintesa, Confsal Unasa, USB. Diverse le questioni sottolineate. «Fin dal 2015, anno di nascita dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro - ha spiegato Delfino - il personale è sempre stato poco considerato, senza alcun investimento in termini di professionalizzazione e formazione».

Il nuovo incarico

Delineata la premessa, Delfino ha sottolineato la questione che preoccupa maggiormente i dipendenti. «Le modifiche al Testo unico sulla sicurezza apportate alla fine del 2021 - ha ricordato - hanno assegnato all’Ispettorato nuove e importanti competenze in materia di vigilanza e sicurezza sui luoghi di lavoro. E’ stato infatti chiamato ad effettuare controlli tecnici non solo nell’ambito dell’edilizia, come accaduto finora, ma in tutti i luoghi di lavoro. Di conseguenza, mentre finora i dipendenti si occupavano di effettuare verifiche a livello di contratti di assunzione e di mansioni svolte, in linea con le loro competenze, ora devono analizzare anche aspetti tecnici, per conoscere i quali bisognerebbe avere una preparazione scientifica». «La risposta al problema da parte dei vertici dell’Ispettorato - ha aggiunto Salvatore Bullara - è stata che i dipendenti devono limitarsi a ritirare la documentazione relativa alla sicurezza nelle aziende, che poi sarà vagliata dall’Ispettore tecnico. Fermo restando che già la raccolta del materiale è una fase importante del controllo, il problema è che gli ispettori tecnici sono solo il 10% del personale. Basti pensare che presso l’Ispettorato di Alessandria-Asti, che conta due sedi in entrambe le città, gli ispettori tecnici sono due, ma uno di questi andrà in pensione a breve».

Il concorso

Bullara ha fatto quindi riferimento al concorso aperto per l’assunzione di nuovi dipendenti a livello nazionale. «Speravamo - ha dichiarato - che la situazione sarebbe stata sanata grazie a questa selezione. Invece no, perché è aperta a laureati in qualsiasi disciplina». I sindacalisti hanno quindi sottolineato che anche il percorso di formazione attivato in riferimento al nuovo incarico per i dipendenti non ha dato i frutti sperati. «Sono state sei lezioni on line - ha concluso - in cui, peraltro, sono stati trattati prevalentemente aspetti giuridici e non tecnici».

La rivendicazione dell'indennità di amministrazione

I sindacalisti hanno infine affrontato anche una questione legata alla remunerazione. «Il personale - hanno evidenziato - ha sempre svolto il proprio lavoro con dedizione e professionalità. Peccato che nei giorni scorsi sia stato ufficializzato l’elenco delle Amministrazioni per le quali, come previsto dal Contratto collettivo nazionale di lavoro, si procederà ad armonizzare l’indennità di amministrazione, che è una componente della retribuzione. Ad essere escluso proprio l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (insieme all’Anpal). E questo perché, dalla sua nascita, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro si trova in una sorta di “limbo”: è un’agenzia, ma al personale si applicano le norme dei dipendenti dei Ministeri». In segno di protesta, in vista dello sciopero nazionale del 18 marzo, il personale ha deciso di ritirare la disponibilità a svolgere lavoro straordinario e ad usare beni e strumenti propri per le attività istituzionali dell’ufficio.

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