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Economia

Crisi Konecta, mercoledì il vertice in Provincia

In programma l'incontro tra i sindacati e il sindaco Maurizio Rasero sul futuro della sede di via Guerra - Il 13 lo sciopero con presidio a Torino

Fiaccolata Konecta

La crisi Konecta torna al centro dell’attenzione. Mercoledì 7 gennaio, alle 11 nel palazzo della Provincia, si terrà l’incontro tra le segreterie regionali di Slc Cgil, Uilcom Uil e Fistel Cisl, le Rsu aziendali e Maurizio Rasero, sindaco e presidente della Provincia. All’ordine del giorno il futuro della sede di via Guerra, dopo che ad inizio dicembre l’azienda, che si occupa di servizio clienti (call center), aveva annunciato, nel corso di un incontro on line con le segreterie nazionali e regionali, il piano industriale. Il piano prevede di accorpare, dal giugno 2026, le tre sedi piemontesi (Asti, Ivrea e Torino) nel capoluogo regionale. Una scelta che comporterebbe, di fatto, la chiusura dei siti astigiano ed eporediese, con il conseguente trasferimento dei 1.100 addetti (di cui 400 astigiani) a Torino.

La mobilitazione

Dopo l’annuncio era partita la mobilitazione per scongiurare la chiusura del sito astigiano, così come di quello eporediese, con vari interventi e prese di posizione da parte dei tre sindacati e di numerosi amministratori locali ed esponenti politici, oltre che dei vescovi di Asti e Ivrea, rispettivamente Marco Prastaro e Daniele Salera, che avevano risposto all’appello delle Rsu aziendali. La trattativa tra azienda e sindacati è poi ufficialmente cominciata il 22 dicembre, con l’incontro ad Ivrea tra Konecta - rappresentata da Luca Mattana (direttore Risorse umane) e Daniele Demarie (responsabile Hr area Nord) - e i segretari regionali delle tre sigle - Alberto Revel (Slc Cgil), Anna De Bella (Fistel Cisl) e Maria Luisa Lanzaro (Uilcom Uil) - affiancati dalle Rsu delle sedi di Asti, Ivrea e Torino. Dall’incontro era emersa l’indisponibilità dell’azienda a ritirare il piano e l’annuncio di esuberi in tutta Italia, 150 dei quali in Piemonte.

Lo sciopero

Da lì la decisione dei sindacati di proclamare lo sciopero per l’intera giornata lavorativa di martedì 13 gennaio. «Una protesta - commenta Carmela Pagnotta (Rsu Slc Cgil) - di cui abbiamo parlato in occasione dell’assemblea con i lavoratori lo scorso 29 dicembre, convocata per riferire quanto emerso in occasione dell’incontro ad Ivrea. Devo dire che l’assemblea è stata caratterizzata da un clima preoccupato, ma propositivo. Una seconda assemblea, in preparazione allo sciopero, si terrà venerdì 9 gennaio». La protesta del 13 gennaio sarà declinata con un presidio alle 10.30 sotto la sede del Consiglio regionale in via Alfieri a Torino.

L’incontro di mercoledì

Ad anticipare i temi dell’incontro di domani Anna De Bella, segretaria regionale Fistel Cisl. «Come abbiamo proposto lo scorso 23 dicembre nell’incontro con i sindaci del Canavese, relativamente alla sede Konecta di Ivrea - spiega - chiederemo al sindaco e presidente della Provincia Rasero di interloquire con l’azienda per fare presente che la chiusura della sede di via Guerra rappresenterebbe un problema non solo per i lavoratori coinvolti, ma anche per il territorio. Un intervento, quello del sindaco, secondo noi molto importante in questa fase di trattativa in cui non c’è ancora l’ufficializzazione del provvedimento da parte dell’azienda.

D’accordo Alberto Revel (Slc Cgil). «L’obiettivo - spiega - è unire il mondo politico e amministrativo dei territori coinvolti per fare pressione sull’azienda affinchè non metta in atto il piano e, quindi, la chiusura dei due siti. Come abbiamo sottolineato con forza nel corso dell’incontro a Ivrea, siamo disponibili a trattare solo se dal piano viene eliminato il progetto di accorpamento. Precisato ciò, va fatto un ragionamento più ampio, con la richiesta alla politica di investire, a livello regionale e nazionale, su questo settore in difficoltà.

Pronto ad intervenire il sindaco Rasero. «Mi sono messo a completa disposizione. Mercoledì sarà l’occasione per fare il punto della situazione e capire in che modo le istituzioni che rappresento potranno fare qualcosa». «Intanto, con il sindaco di Ivrea, Matteo Chiantore - conclude - ho chiesto formalmente l’intervento della Regione Piemonte».

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