Incontro
12 Gennaio 2026 21:06:00
Pomeriggio astigiano, oggi, per l'on. Chiara Appendino (Movimento 5 Stelle). La deputata ha fatto tappa in città, accompagnata dal collega Antonino Iaria, dall'ex consigliere comunale Giorgio Spata e dall'avv. Alberto Pasta, per incontrare i lavoratori di tre call center che stanno vivendo una situazione di crisi.
In primo luogo ha parlato con gli addetti Konecta, che domani saranno in presidio a Torino per protestare contro i 150 esuberi in Piemonte annunciati dall'azienda e il piano industriale che prevede l'accorpamento delle tre sedi piemontesi (Asti, Ivrea e Torino) nel capoluogo regionale, garantendo il suo appoggio.

L'incontro con sindacalisti e lavoratori Konecta
Successivamente ha incontrato i lavoratori di Tecnocall e Mediacom, due società che nei giorni scorsi hanno annunciato un totale di 62 esuberi.
Va ricordato, a questo proposito, che le due società, nel 2024, avevano costituito un Raggruppamento temporaneo di impresa (Rti) per partecipare all'appalto Iren, che poi avevano vinto "sottraendolo" a Konecta. In virtù di quel trasferimento di commessa, era scattata la clausola sociale, per cui i lavoratori che alla Konecta, con sede in via Guerra ad Asti, si occupavano della commessa Iren, erano stati assunti dalle due aziende vincitrici dell'appalto, che in base ai vincoli della clausola hanno aperto una sede in città (entrambe negli ex uffici Tubosider in corso Torino). Così 59 dipendenti sono passati a Tecnocall, che ora annuncia 30 esuberi; 62 a Mediacom, che comunica 32 licenziamenti.
I lavoratori, molti dei quali impegnati sulla commessa Iren da diversi anni (essendo in precedenza assunti da Konecta), hanno informato l'on. Appendino della situazione che stanno vivendo. "L'appalto, avviato nel luglio 2024, ha una durata di tre anni - ha sottolineato un dipendente che lavora per la commessa Iren dal 2018 - ma già nei mesi scorsi hanno cominciato a circolare voci non rosee sul nostro futuro. Inizialmente si parlava di ricorso agli ammortizzatori sociali per una parte di noi lavoratori. Ora, invece, la "doccia fredda": esuberi per il 50% del personale. Il tutto motivato dal calo di volumi, che per alcune attività che svolgiamo è dovuto all'utilizzo dell'intelligenza artificiale".
"Gli esuberi - ha aggiunto Carlotta Scarpa, componente della segreteria regionale Slc Cgil - sono stati giustificati dal calo di volumi di lavoro. Per questo - ha continuato - in occasione del primo incontro, che come sindacati Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil avremo il 20 gennaio con le due aziende, cercheremo anche di capire da Iren perché non siano stati garantiti i volumi previsti".
Disponibile a sostenere i lavoratori l'on. Chiara Appendino: "Non è accettabile - ha affermato - che Iren, azienda parapubblica, sia responsabile eticamente, moralmente e politicamente del licenziamento di questi dipendenti dopo un anno e mezzo dall'attivazione della clausola sociale. Nei prossimi giorni mi muoverò, tramite interventi o interrogazioni, su vari livelli (Comune di Torino, dove ha sede Iren, Regione Piemonte e Parlamento) per sostenere la loro causa".
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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