Il caso
24 Gennaio 2026 10:53:00
Si è svolto ieri mattina, di fronte al Pronto soccorso dell’ospedale Cardinal Massaia, il flash mob organizzato dai sindacati di categoria Uil Fpl e Fp Cgil.
L’obiettivo della manifestazione, svoltasi in tutto il Piemonte, era manifestare a seguito della firma dell’accordo regionale sull’indennità di Pronto soccorso destinata ad infermieri e altre figure professionali, a cui i due sindacati non hanno partecipato perché non firmatari del contratto nazionale.
L’obiettivo era evidenziare l’urgenza che la Regione reperisse ulteriori risorse economiche per allineare le indennità di tutti i professionisti che operano nei Pronto soccorso, così da riconoscere il disagio comune che i lavoratori vivono quotidianamente.

Alcuni partecipanti al flsh mob di ieri
LA POSIZIONE DEI SINDACATI FIRMATARI DEL CONTRATTO
A replicare, in una nota congiunta diramata a livello regionale, le organizzazioni sindacali firmatarie del contratto: Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing up.
«La norma nazionale - sottolineano i segretari regionali delle quattro sigle - ha destinato risorse finalizzate ad un’indennità per il personale dei Pronto soccorso. Il contratto ha previsto che tali indennità siano differenziate per profilo, come previsto dall’articolo 69, comma 2. Come organizzazioni sindacali firmatarie di contratto abbiamo siglato un accordo regionale che prevede un valore totale dell’indennità fino a 500 euro al mese per gli infermieri e fino a 250 euro al mese per gli altri profili. È un ottimo accordo, considerate le risorse a disposizione. Dal 2022 tutti prendono l’indennità e dal giugno 2023 a tutti è stata incrementata. Da ora, poi, è stata riconosciuta anche al personale dell’emergenza territoriale 118. Se poi si contesta la differenziazione tra i profili, secondo Cgil e Uil le risorse andavano equamente divise tra tutti. Ma ci sono ottime ragioni, oltre al rispetto del contratto, che ci hanno portato a fare una scelta che riteniamo più che mai giusta, coraggiosa e responsabile. Perfino con questa indennità, tanto per fare un esempio, abbiamo difficoltà a trovare infermieri che vogliono andare a lavorare nei Pronto soccorso, tanto che in Piemonte la carenza ammonta a 5mila unità».
LA POLEMICA SULLO STRISCIONE
Il confronto si è poi ulteriormente acceso, a livello locale, a causa dello striscione utilizzato da Cgil e Uil in occasione del flash mob.
A sollevare la questione la segreteria territoriale Cisl Fp. «I due sindacati - dichiara il segretario generale Alessandro Delfino - hanno utilizzato uno striscione riciclato dalla vertenza unitaria relativa alla casa di riposo “Città di Asti”, cancellando in malo modo nome e logo della Cisl. È una grava mancanza di rispetto nei nostri confronti. Un comportamento molto spiacevole di cui ho informato i vertici della Cisl a livello territoriale, oltre ai segretari generali della Cisl Fp a livello regionale (Sergio Melis) e nazionale (Roberto Chierchia)».
A replicare Arianna Franco, segretario generale territoriale Fp Cgil. «Mi pronuncio limitatamente sulla questione - precisa - perché non mi ha vista parte attiva, ma, anche se lo fossi stata, penso sia un elemento di scarsissimo significato che distoglie dai problemi reali oggetto della manifestazione. L’indennità sbandierata dai sindacati firmatari del contratto, infatti, è nata male ed è stata declinata in maniera non corretta a livello regionale. Secondo noi, infatti, andrebbero valorizzate con un equo indennizzo tutte le figure professionali che lavorano nei, e per, i Pronto soccorso. Vanno valorizzati, oltre agli infermieri, anche altri lavoratori, che peraltro ad Asti risultano essere più carenti, come i tecnici di radiologia. Per questo abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di rivedere l’erogazione dell’indennità».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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