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Il caso

Incinta e precaria, chiamata a firmare per l'assunzione a tempo indeterminato

Il sindacalista Ferrigno (Uiltucs): "Ho reso nota la vicenda perché, al contrario, spesso la maternità è ancora un ostacolo sul lavoro"

Incinta e precaria, chiamata a firmare per l'assunzione a tempo indeterminato

«Una dipendente in maternità a rischio, con contratto a tempo determinato in scadenza, è stata chiamata a firmare un contratto di assunzione a tempo indeterminato. Una bella soddisfazione per la lavoratrice e per noi del sindacato».

Così Fernando Ferrigno, funzionario Uiltucs Asti, commenta il caso di una addetta della Up Facility, società di Venezia che da alcuni mesi si occupa della logistica per conto del Gruppo 3A che ha sede a Quarto.

«La lavoratrice - racconta il sindacalista - si era rivolta a me perché il suo contratto era in scadenza a fine gennaio. L’azienda non aveva alcun obbligo nei suoi confronti, in quanto si trattava di un contratto a tempo determinato, e la lavoratrice temeva di rimanere a casa nonostante il lavoro le piacesse molto e i responsabili fossero soddisfatti del suo impegno e delle sue capacità.

Allora mi sono interfacciato con l’azienda, che considero seria, e ho constatato che, dopo alcuni momenti di confronto, ha capito la situazione e ha offerto più di quanto sperassi: un contratto a tempo indeterminato, che la lavoratrice, già a casa in maternità a rischio, è stata chiamata a firmare».

IL COMMENTO DEL SINDACALISTA

Ferrigno spiega poi il motivo per cui ha voluto rendere noto il caso. «In un mondo del lavoro dove troppo spesso la maternità viene ancora vista come un ostacolo alla continuazione del rapporto di lavoro - afferma - questo risultato assume un valore che va oltre il singolo caso».

«Troppo frequentemente - conclude - assistiamo a contratti che non vengono rinnovati, a silenzi, rinvii e comportamenti ambigui che finiscono per colpire sempre le lavoratrici più fragili, ricattabili ed esposte. Per questo continueremo a vigilare ed intervenire quando lavoro, dignità e diritti saranno messi in discussione».

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