Viale d'Asti
19 Marzo 2026 15:12:11
Silvano Uppo e Vito Carelli davanti alla Prefettura
«I 18 lavoratori della Alustrategy di Viale, dallo scorso 16 febbraio in liquidazione volontaria, sono “incastrati” in una difficile situazione: non lavorano, non hanno lo stipendio e nemmeno accesso alla cassa integrazione».
A parlare sono Vito Carelli e Silvano Uppo, segretari generali provinciali rispettivamente della Fiom Cgil e della Uilm Uil, al termine dell'incontro in Prefettura, da loro richiesto, svoltosi ieri (mercoledì) per discutere del futuro dell’azienda metalmeccanica, specializzata nella forgiatura di puntali in lega per scarpe antinfortunistiche, e dei lavoratori.
LA VICENDA
«L’azienda - ha spiegato Uppo - è in liquidazione volontaria dallo scorso 16 febbraio, per cui è stato nominato un apposito liquidatore che ha il compito di gestire questa fase di transizione, in cui la produzione può comunque continuare, verso la cessazione o la vendita. Il fatto è che la produzione è ferma dall'inizio di marzo e i lavoratori si trovano in una situazione molto complicata: senza stipendio, senza cassa integrazione e senza possibilità di dare dimissioni per giusta causa. O, meglio, possono darle, anche senza preavviso, se trovano un altro lavoro. In caso contrario la possibilità “sulla carta” esiste, ma di fatto è ostacolata dal fatto che avrebbero diritto alla Naspi solo dopo che sono trascorsi tre mesi senza retribuzione. E, considerando che l’ultima busta paga è un acconto di 400 euro relativo al mese di gennaio, il rischio è che, nonostante lo stipendio erogato non sia stato pieno, i tempi si allunghino».
Per cercare di affrontare la situazione i due sindacalisti hanno scritto alla proprietà. «Dopo alcuni giorni dalla nostra richiesta di contatto - raccontano - ci è stato risposto che saremo contattati dal liquidatore. Nel frattempo siamo stati convocati in Prefettura, che si è resa disponibile a contattare l'azienda».
Molto preoccupati i lavoratori, alcuni dei quali ieri hanno atteso i sindacalisti all'uscita dall'incontro. «Ci troviamo in seria difficoltà - ha raccontato una addetta - in quanto non sappiamo cosa fare. Lavoro alla Alustrategy da diversi anni e ricordo che, dopo la nascita nel 2010, l’azienda aveva vissuto un periodo d'oro a livello di produzione tra il 2022 e il 2017, quando era giunta a contare 59 dipendenti e i clienti erano numerosi, tanto che era stato scelto di delocalizzare parte dei macchinari in Bulgaria. Non immaginavo che si sarebbe arrivati a questa situazione».

I sindacalisti con alcuni lavoratori che li hanno attesi al termine dell'incontro
«Qualche timore sul futuro dell'azienda serpeggiava alla fine del 2025 - aggiunge Vito Carelli, che nel 2023 aveva attivato nell'azienda un’azione legale per comportamento discriminatorio e antisindacale ex art.28 - ma ciò non toglie che ora i dipendenti debbano essere seguiti con la massima attenzione».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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