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Dibattito

Nomine in Banca di Asti: "I consiglieri della Fondazione sono tutti informati sui candidati?"

L'intervento del giornalista Maurizio Scandurra: "Prevalga il buonsenso"

Nomine in Banca di Asti: "I consiglieri della Fondazione sono tutti informati sui candidati?"

Maurizio Scandurra

Ancora interventi nel dibattito sul futuro di Banca di Asti. A prendere posizione ora è il giornalista Maurizio Scandurra, opinionista di Radio 24,  cittadino onorario di Montiglio Monferrato.

Scrive Scandurra: "Cresce la levata di scudi di coloro che, nell’Astigiano, invocano reiteratamente buonsenso per le sorti della ‘Banca di Asti Spa’. Ed è evidente da più parti e su più fronti la volontà condivisa e concorde di provare a convincere un Sindaco che è contemporaneamente anche il Presidente della Provincia in oggetto a desistere dal volere assommare in sé una concentrazione elevatissima di potere, secondo una eventuale linea di azione che parrebbe potenzialmente condivisa anche da ‘Fondazione CrAsti’ e dal Suo Presidente.

Premetto. Nessun giudizio per nessuno. Questo mio ragionamento ambirebbe a valere in generale per chiunque ricoprirebbe medesime posizioni, indipendentemente dai nomi specifici. Ho letto con doverosa attenzione anche tutti gli ultimi interventi da ‘Uniti si può’ e ‘Ambiente Asti’: li sottoscrivo ambedue. Così come la severa intemerata oggettivamente argomentatissima del Presidente Mario Sacco: parole fondate, formulate da un uomo credibile e che faccio mie.

E mentre da un lato l’ottimo AD Carlo Demartini viene invitato per ovvie ragioni di merito e prestigio a Torino, alla festa dei 150 anni del Corriere della Sera, quale special guest a raccontare i fasti della Banca che ha contribuito a creare in forma crescente negli anni coadiuvato da un Cda altrettanto competente e ragionevole, dall’altro invece c’è chi non vede l’ora di vederlo rimosso dall’incarico di responsabilità che ricopre con titolarità, esperienza, capacità e risultato, inclusa la fiducia degli azionisti e Fondazioni bancarie presenti in compagine sociale.

Se  l’indiscrezione dovesse trovare conferma in un fatto oggettivo, provabile e provato, sarebbe un precedente di una gravità inaudita. Pertanto, oltre che a Banca D’Italia, per irrinunciabile dovere morale, deontologico e onestà intelettuale, mi vedrei costretto a rivolgermi anche a ben altri Uffici. Bisogna porre un freno di buonsenso a tutto questo, se così davvero fosse. E, mentre scrivo, mi domando: i Consiglieri della Fondazione – tutti, nessuno escluso - sono stati intanto trasparentemente aggiornati sulla lista dei nominativi proposti per il rinnovo dei vertici?"

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