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Capodanno

Altra morte in carcere: questa volta inalando gas usato per i fornellini in cella

Dopo la tragedia al carcere di Asti che ha segnato l'ultimo suicidio di un detenuto dell'anno 2025

Carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria

Doveva uscire a giorni, aveva praticamente finito di scontare la sua pena ma non è riuscito a riassaporare la libertà. Ieri, nella sera di Capodanno, un detenuto italiano rinchiuso al carcere Cantiello e Gaeta di Alessandria, ha perso la vita in cella.

La notizia è stata divulgata dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp.

«Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe tentato di inalare gas mettendo la testa in un sacchetto di nylon e utilizzando una bomboletta di gas, tipicamente in uso per i fornellini da campeggio, comuni nelle strutture penitenziarie. L’incidente ha avuto esiti fatali, nonostante il tempestivo intervento del personale di polizia penitenziaria e medico presente in istituto».

Una morte che arriva mentre ancora ad Asti non si è spento lo sgomento per la scomparsa di un detenuto astigiano che si è tolto la vita in cella dopo essere stato arrestato per una resistenza a pubblico ufficiale derivata dalla sua forte agitazione a seguito di effetto di sostanze stupefacenti.

«Il drammatico episodio di Alessandria - prosegue l'Osapp -  si inserisce in un contesto di crescente preoccupazione per le condizioni di sicurezza e di vita all’interno delle carceri italiane. Le strutture penitenziarie, già da tempo in difficoltà, sono oggi teatro di situazioni sempre più critiche a causa del sovraffollamento, della scarsità di risorse e della carenza di personale.

Il distretto penitenziario del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è uno dei più in difficoltà, con una gestione che sta mostrando segni di collasso. In questo contesto, il personale della polizia penitenziaria è costretto a fronteggiare una situazione insostenibile, con il rischio di un ulteriore peggioramento.

Leo Beneduci, segretario generale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), ha denunciato la gravità della situazione, sottolineando che le carceri italiane continuano a mantenere un minimo di ordine solo grazie al sacrificio quotidiano degli agenti di polizia penitenziaria, che operano senza un adeguato supporto né risorse sufficienti».

Il sindacato OSAPP chiede interventi immediati da parte delle istituzioni per migliorare le condizioni di lavoro del personale e affrontare le gravi problematiche strutturali che affliggono il sistema penitenziario.

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