Tribunale
16 Gennaio 2026 11:17:00
C’è una data spartiacque molto precisa che segna l’inizio di quel viaggio verso l’incuria, l’abbandono e l’emorragia di risparmi di madre e figlio disabile di Agliano oggi parti civili in un processo contro la loro badante.
Perché è proprio l’arrivo nella loro famiglia della donna, Rudina Hekuri, inviata da una società di impiego specializzata, che ha portato ad un totale cambiamento delle loro abitudini. Decisamente non in meglio.
La donna è accusata di circonvenzione di incapace (al quadrato, visto che si tratta di due persone) e di non aver provveduto all’accudimento cui era tenuta.
In attesa di vederla in aula e di sentire la sua versione dei fatti, all’ultima udienza hanno parlato le prime persone che hanno incontrato madre e figlio nella loro abitazione.
«Li abbiamo trovati in casa ma chiusi dentro - ha affermato l’ufficiale di pg in servizio alla Procura assegnata alle “fasce deboli” - Ci hanno risposto dalla finestra e c’è voluto molto tempo prima di riuscire a trovare una chiave per aprire il portoncino di ingresso. Già sul pianerottolo erano ammucchiati sacchi di immondizia e la situazione non cambiava all’interno. Ogni camera era stracolma di rifiuti, non si riuscivano ad aprire le porte, non si distinguevano i mobili e abbiamo dovuto lavorare a lungo per liberare su un tavolino lo spazio per appoggiare il computer portatile».

Ogni camera era stracolma di rifiuti rappresentati soprattutto da vaschette di stagnola tipiche del delivery e con avanzi di cibo che provocavano un grandissimo odore
L’ufficiale ha parlato di una puzza insopportabile, al punto da spalancare le finestre nonostante le rigide temperature. Anche perché i rifiuti erano rappresentati prevalentemente da vaschette di stagnola tipiche delle consegne a domicilio con ancora i resti di cibo. E questa è una delle cose contestate alla badante: quella di non aver cucinato per madre e figlio ma di aver speso una ingente parte dei loro risparmi nel pagare taxisti che da Asti portavano il cibo preso in vari locali da asporto alla famiglia chiusa in casa. Una modalità che, oltre ad essere costosa era assolutamente inadatta alla dieta di una donna anziana e malata e di un uomo disabile.
«Si presentavano entrambi in condizioni di totale abbandono, con abiti non puliti, non adeguati alla stagione invernale, con inesistente cura della loro igiene personale».
Una situazione che è cambiata dopo il subentro dei servizi sociali del Cisa, seppure respinto in un primo tempo e accettato dalla madre e dal figlio solo dopo una “mediazione” dello psichiatra forense Raffaele Pugliese, anch’esso presente a questo primo accesso in casa.
«Siamo tornati altre volte - ha proseguito l’ufficiale di pg - ed è bastato un mese di cura dei servizi sociali per trovare la casa pulita, riordinata e loro decisamente rinati, curati con terapie continuative e cibo consono alle loro condizioni».
Per lo psichiatra forense Raffaele Pugliese, madre e figlio erano soggiogati dalla badante che era anche l’unico punto di riferimento per il loro accudimento. Nel figlio, poi, era subentrata anche una sorta di sottomissione alimentata da una sua forma di innamoramento della badante e l’idea di costruire con lei un progetto di famiglia.

Per lo psichiatra forense, è intervenuta anche una specie di sottomissione del figlio disabile alimentata da una forma di innamoramento e dal desiderio di formare una famiglia a tre
Interessante anche la disamina finanziaria dei conti di madre e figlio. Fino all’aprile del 2024 (data di arrivo della badante nella loro vita) avevano un totale di risparmi considerevole, che ammontava a circa 600 mila euro con movimentazioni in uscita che riguardavano le strette spese domestiche. Da aprile in avanti, invece, nel giro di pochi mesi sono state registrate uscite per poco meno di 200 mila euro.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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