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Natura

Raro avvistamento invernale di un elegante airone bianco in collina

Lontano dalle zone umide che predilige nei corridoi migratori delle stagioni calde. Fotografato dall'ornitologo Carlo Nebbia che ha inquadrato anche l'anello alla zampa dell'esemplare ricostruendone storia e spostamenti

Airone bianco maggiore fotografato da Carlo Nebbia

Ingiusto classificare in “belli e brutti” gli uccelli che popolano il nostro cielo ma l’airone bianco maggiore è uno dei più eleganti che si possano incontrare, con il suo metro e mezzo di candore assoluto.
Un uccello che non risulta abbia nidificato in Piemonte negli ultimi dieci anni (mentre in passato era stata registrata qualche nidificazione nel Vercellese), ma ha nella nostra regione e, in particolare nell’Astigiano, un corridoio migratorio che consente di ammirarlo nei pressi delle zone umide come corsi d’acqua, laghetti e stagni soprattutto in primavera ed in autunno, talvolta in estate e più raramente in inverno.
Per questo motivo grande è stata la sorpresa del professor Carlo Nebbia, docente universitario ed ornitologo, quando se l’è trovato davanti in una zona lontana da corsi d’acqua, in un prato sul limitare di un bosco a Montemagno Monferrato e all’inizio di gennaio, in pieno inverno.
«Non solo si trovava in un habitat non abituale - spiega lo stesso professor Nebbia - ma era anche inanellato, cioè dotato di quell’anello di metallo che viene apposto dagli ornitologi specializzati al fine di studiarne le rotte migratorie e che lo accompagna in ogni suo spostamento».

Così, con un primo piano perfetto scattato alla zampa inanellata dell’airone che si trovava nei prati della Tenuta Montemagno ai confini con Viarigi, il professor Nebbia è risalito alla sigla AM76 incisa sulla targhetta metallica rossa. Con la segnalazione all’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca ambientale) si è potuta ricostruire la vita di quell’airone.
«E’ nato a Mocsa, un villaggio ungherese al confine con la Slovacchia nel giugno del 2024 ed è stato già osservato a settembre dello stesso anno in una zona umida a Rosshaupten in Baviera. Ha percorso oltre mille chilometri per visitare le nostre meravigliose colline patrimonio dell’Unesco» conclude Nebbia.
Migratore a lungo raggio, l’airone bianco riesce a nutrirsi anche in un luogo che non rappresenta il suo habitat ideale che è la zona umida.
Piccoli roditori, anfibi, rettili rappresentano il suo pasto e a Montemagno deve aver soggiornato per più giorni, visto che è stato segnalato un altro suo avvistamento da un secondo appassionato di ornitologia.
Chiunque faccia avvistamenti di soggetti inanellati è invitato a segnalarli all’Ispra (recoveries@isprambiente.it)per contribuire a raccogliere informazioni utili alla ricerca ed allo studio della biologia degli uccelli migratori.

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