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Reazione

Lo studente con il coltello in classe richiamato dal Questore

Primo provvedimento di "avviso orale" per il ragazzo, ancora minorenne, che giocava con un coltellino a serramanico sul banco durante la lezione

Lo studente con il coltello in classe richiamato dal Questore

Prima conseguenza per lo studente ancora minorenne che nei giorni scorsi è stato sorpreso con un coltellino a serramanico in aula di scuola. Iscritto ad una scuola superiore astigiana, è stata la professoressa ad accorgersi che, durante la lezione, mentre lei spiegava lui giocherellava con questo coltello sul banco, un serramanico con lama da 8 centimetri. E dopo quello che è accaduto a La Spezia dove uno studente ha accoltellato a scuola un suo compagno, la professoressa ha pensato bene di chiedere l'intervento di una pattuglia di carabinieri che ha sequestrato l'arma e segnalato il ragazzo, oltre ad aver parlato con i suoi genitori.

A seguito di questo, il Questore di Asti Marina Di Donato, ricevuti gli atti, ha immediatamente emesso un avviso orale nei confronti dello studente, intimandolo a tenere una condotta conforme alla legge.

«Il provvedimento di natura preventiva - spiegano dalla Questura di Asti - è finalizzato a richiamare il destinatario al rispetto delle regole di convivenza civile e a prevenire il possibile reiterarsi di comportamenti analoghi, soprattutto in ambienti deputati alla formazione e alla tutela dei minori».

E sulla vicenda interviene anche la consigliera regionale Debora Biglia di Forza Italia.

«L’episodio avvenuto in un istituto superiore di Asti, dove un minorenne è stato sorpreso in classe con un coltello a serramanico, impone una riflessione seria e responsabile sul tema della sicurezza personale e sulla prevenzione dei fenomeni di violenza tra i giovani» afferma la consigliera regionale   Biglia.

«Pur in assenza, secondo quanto riferito, di intenti aggressivi, il semplice fatto che un’arma sia entrata in un’aula scolastica rappresenta un campanello d’allarme che non può essere sottovalutato. La scuola deve rimanere un luogo protetto, dedicato alla crescita culturale e civile, dove studenti, docenti e personale possano sentirsi al sicuro» prosegue Biglia. Accanto al potenziamento dei controlli e alla collaborazione con le forze dell’ordine, già attiva e preziosa anche nel nostro territorio, è però necessario investire con decisione su strumenti educativi innovativi. In diverse città europee e nordamericane - suggerisce la consigliera regionale - che hanno vissuto situazioni di forte tensione nelle scuole, sono stati introdotti programmi strutturati di “mediazione dei conflitti”, sportelli psicologici permanenti, tutoraggio tra pari e percorsi obbligatori di educazione alla gestione delle emozioni e alla responsabilità individuale. Esperienze come quelle avviate a Barcellona, Parigi o Toronto dimostrano che affiancare alla sicurezza fisica una solida sicurezza relazionale riduce in modo significativo i comportamenti a rischio, intercettando il disagio prima che sfoci in gesti estremi». 

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