Sanità
01 Febbraio 2026 17:38:00
Sono tredici i nuovi grandi macchinari che l’ospedale Cardinal Massaia ha acquistato grazie ai circa 7 milioni di euro finanziati dal PNRR: cinque tavoli radiologici, un mammografo, due ecografi, due risonanze magnetiche con «soffitto» luminoso, un acceleratore lineare per la radioterapia oncologica, un angiografo e una Tac.
I «nuovi arrivati» all’ospedale astigiano sono strumenti di ultima generazione e sono andati ad arricchire i reparti di Cardiologia, Radiologia e Radioterapia, «macchinari che permetteranno un notevole salto di qualità nella diagnosi e nella cura delle malattie», ha spiegato il direttore generale Asl At, Giovanni Gorgoni, affiancato tra gli altri dall’assessore regionale Federico Riboldi, il direttore amministrativo Rosa Brusco e il nuovo direttore sanitario d’azienda, Barbara Caimi.

La visita guidata è iniziata con la presentazione, da parte del primario di Cardiologia Marco Scaglione, dell’angiografo (604.697,30 euro) che supporta le procedure di cardiologia interventistica ed elettrofisiologia consentendo imaging (ricostruzione tridimensionale dei vasi sanguigni) in tempo reale, precisione e interventi mini-invasivi sul cuore, prezioso aiuto in un reparto d’eccellenza nazionale e internazionale che, in Piemonte, si distingue per la rapidità di intervento sull’infarto.
Scaglione ha ricordato che il Cardinal Massaia è il 4º° ospedale certificato come «eccellenza nazionale», che il tempo di attesa prima° visita è di circa sette giorni, che sono oltre 31.000 le prestazioni annuali con la più bassa percentuale di mortalità a trenta giorni da eventi acuti e che sono oltre 1.600 i pazienti seguiti e monitorati con la telemedicina. «Noi ci mettiamo passione – ha concluso Marco Scaglione rivolgendosi anche all’assessore Rioboldi - ma abbiamo bisogno di supporto».
Il dottor Mattia Macagno, direttore del reparto di Radiologia, insieme ai suoi collaboratori ha spiegato le due risonanze magnetiche (2.393.330,00 euro) dotate di «soffitto» luminoso (immagini di cieli) per facilitare il rilassamento e far trovare ai pazienti un ambiente più a misura di uomo; sono macchinari che consentono di ottenere una migliore qualità dell’immagine riducendo i tempi di acquisizione. «Abbiamo avviato un iter – ha poi informato il dott. Macagno – per aumentare anche il numero dei radiologi, specialisti difficili da trovare. Tutti gli esami con contrasto programmabili della provincia – ha ancora sottolineato – vengono eseguiti da noi»; circa 156.000 le prestazioni radiologiche annue «presto arriveremo a un numero equivalente a quello degli abitanti di Asti e poi lo supereremo». Il mammografo ha permesso di utilizzare la risorsa precedente per aprire il servizio di screening anche a Nizza Monferrato: «l’Asl di Asti – ha orgogliosamente commentato il dott. Macagno – è risultata prima in Italia per la percentuale di adesioni allo screening mammario».
Nella struttura di Radioterapia il primario, dott.ssa Maria Tessa, ha presentato gli acceleratori lineari di ultima generazione che permettono di trattare i tumori con radiazioni precise ma, soprattutto, di modellare il fascio di fotoni diretto sul bersaglio tumorale, adattandolo alla forma irregolare della massa: «per ogni paziente c’è una cura personalizzata – ha specificato la dott.ssa Tessa – che vede la collaborazione di più figure professionali». Il nuovo acceleratore lineare (2.069.168 euro) è fornito di accessori, tra cui uno che lascia passare le radiazioni solo in certe fasi della respirazione, «macchinari che funzionano perché c’è il Fisico» ha concluso Maria Tessa presentando la dott.ssa Simonetta Amerio che guida la struttura di Fisica Sanitaria, indispensabile per vigilare sulla qualità, la sicurezza e il corretto uso delle apparecchiature.
Ultima tappa in Oncologia diretta dal dott. Marcello Tucci, un reparto reso ancora più accogliente dal grande murale inaugurato nei giorni scorsi, dalla Stanza del Sorriso e dalle nuove poltrone chemioterapiche.
A ricevere i visitatori nell’atrio dell’ospedale, un violino, un pianoforte e alcuni allievi del Liceo Musicale Monti insieme alla docente, Clara Ferretti. Tra di loro anche la giovane Beatrice Orlandi, Alfiere della Repubblica, per il volontariato a favore dei pazienti oncologici.

«Quello di oggi – ha esordito il direttore generale ASL At, Giovanni Gorgoni, ringraziando la direttrice amministrativa Alessandra Brusco, la neo direttrice sanitaria Barbara Caimi, tutti i tecnici e gli operatori – non è il tradizionale taglio del nastro perché questi macchinari sono già in funzione ma è piuttosto un open day per far vedere la nuova attrezzatura che ha sostituito macchine risalenti al 2004. Questa – ha continuato - è una parte del restyling perché servirebbero almeno altri tre milioni e mezzo per completarlo ma ci stiamo lavorando».
«Il fatto che siamo stati accolti da un folto numero di volontari ospedalieri – ha sottolineato invece l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi – significa che qui c’è un gioco di squadra che funziona, un’umanizzazione che permette il giusto percorso di cura, più serenità e meno fragilità». Riboldi ha poi commentato: «l’ospedale di Asti ha caratteristiche poco comuni perché è nuovo ma non abbastanza da avere apparecchiature completamente aggiornate, quindi avere questi macchinari permetterà di valorizzare al meglio le risorse umane presenti e consentirà agli utenti, di vedere in questo ospedale un posto sicuro».
Una giornata che si è potuta svolgere anche grazie alla presenza dei Volontari dell’Accoglienza Ospedaliera.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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