Giornata della memoria
04 Febbraio 2026 18:28:18
La speranza è quella di vedere presto la famiglia Povero iscritta nell’elenco dei Giusti fra le Nazioni per l’atto di coraggio che ha salvato la vita a Davide Segre ed Ernestina Muggia.
Una storia da film che ha potuto essere ricostruita grazie alla passione per la storia locale e alla tenacia di Sandro Cerrato, sandamianese, consigliere dell’Israt e, con i suoi 80 anni, il più anziano cameraman d’Italia in attività.

«Tutto è nato da una puntata di Ulisse presentata da Alberto Angela nel 2023 dedicata al padre. Fra le altre cose che hanno riguardato Piero, anche il fatto che fosse cresciuto in un istituto psichiatrico a San Maurizio Canavese, del quale il padre Carlo era direttore. Durante la “caccia agli ebrei”, il nonno di Alberto aveva dato rifugio a molti di loro che presentava come “matti”».
Fra questi anche Renzo Segre e la moglie Nella Morelli, fuggiti da Biella. Molto tempo dopo la fine della guerra, vengono ritrovati i biglietti nascosti che Renzo aveva scritto, sotto forma di diario. Così, 15 anni dopo la Liberazione, la Sellerio decise di pubblicarli sotto il titolo di “Venti mesi”, tanti quanti passati da finto pazzo.

«Incuriosito, ho acquistato il volume e, leggendolo, ho scoperto che il padre di Renzo, Davide Segre (originario di Moncalvo) e la moglie Ernestina Muggia erano stati nascosti da una famiglia di San Damiano. Subito ho cominciato la ricerca di questa famiglia».
Una ricerca inizialmente infruttuosa che ha trovato una svolta a fine 2023, quando, per caso, Cerrato viene a sapere che i Segre erano stati nascosti a casa della famiglia Povero, titolari della storica pasticceria del paese.
«Della famiglia di pasticceri è ancora in vita Laura Povero, classe 1939, che mi rivela di ricordarsi di quella coppia ospitata in una stanza all’ultimo piano e che dopo la Liberazione “quel signore elegante” le aveva regalato un “canèt”, leggero bastone in bambù usato per vezzo nelle passeggiate all’aperto».
Laura, quel “canet” lo ha tenuto caro per tutta la vita e per non rischiare di dimenticare, ne ha scritto la storia su alcuni fogli, li ha arrotolati e con uno spago li ha legati al bastone.Eredi ritrovati
«Ho scritto alla Sellerio raccontando tutto chiedendo i recapiti di eventuali eredi dei Segre - prosegue Cerrato - e pochi giorni dopo ricevetti la telefonata di Claudio Dati, vedovo di Anna Segre, nipote della coppia ospitata dai Povero».
Dati vive e lavora a Torino, come ricercatore di Medicina e viene a conoscere un pezzo della straordinaria storia dei nonni della moglie scomparsa nel 2004. Ci pensa lui a “radunare” il resto della famiglia; Cerrato riceve anche la telefonata di Guido Attilio Segre, altro nipote di Davide ed Ernestina, la cui famiglia, nello sfuggire alla persecuzione razziale, finì in Marocco.

E’ nel febbraio del 2024 che avviene il commovente incontro fra Guido, la cugina Patrizia, Sandro Cerrato e, ovviamente, Laura Povero.
«Siamo andati tutti nella casa dei Povero e Laura ha fatto vedere la casa in cui erano stati tenuti nascosti i loro nonni - prosegue Cerrato - E’ stata l’occasione anche per un passaggio di mano importante. Laura mi aveva donato il “canet”; quel giorno lo portai con me e lo donai a Guido che, a sua volta, lo porse a Patrizia, la più giovane erede. Quel bastone di Davide è tornato in famiglia e ne sono felice».
Toccanti i ricordi di Laura, seppure all’epoca fosse una bambina. «Si è ricordata di quando, a seguito di una delazione - racconta Cerrato - vennero i tedeschi a cercare i Segre. Perquisirono la pasticceria e la casa soprastante fino ad arrivare alla stanza in cui erano nascosti. Aprirono la porta ma di Davide ed Ernestina nessuna traccia. Si è poi scoperto che i due, molto minuti di fisico, si erano “schiacciati” dentro un piccolo mobiletto le cui ante non erano state aperte dai tedeschi perché troppo improbabile che lì dentro fossero nascoste delle persone».
Vi sono stati anche momenti istituzionali di incontro in Comune con il sindaco Migliasso e tutta la famiglia Segre.
Sulla scelta del rifugio sandamianese dei Segre, ad ora, solo supposizioni. «Loro rifornivano il padrone della Facis che aveva uno stabilimento a San Damiano. E, a sua volta, il signor Rivetti era amico dei Morelli, importanti tessitori di Biella e consuoceri di Davide. E’ probabile che, attraverso queste amicizie, i Povero abbiano accettato di dare rifugio ai Segre» dice Cerrato.

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