Nella notte
07 Febbraio 2026 09:19:00
Si chiama Zoe Trinchero la ragazza di 17 anni che intorno alla mezzanotte di ieri è stata avvistata nel rio Nizza, alla confluenza con il torrente Belbo priva di vita.
Ad accorgersi per primo della presenza della ragazza è stato un residente della zona, dalla sua abitazione. E' sceso per controllare meglio e ha incontrato il gruppo di amici che la stavano cercando dopo che si era allontanata dall'abitazione di uno di loro in cui avevano cenato e passato la serata.
Sono stati loro ad afferrare il corpo ormai inerme dell'amica ed estrarlo dall'acqua ma quando l'hanno adagiato sulle rive hanno avuto la certezza che purtroppo per lei non ci fose più nulla da fare. Inutili dunque le telefonate disperate ai soccorritori del 118 che non hanno potuto fare altro che constatare la morte.
Sul luogo sono arrivati immediatamente i carabinieri che hanno avvertito il pm di turno della Procura di Alessandria. Perché sul suo corpo erano presenti lesioni altamente compatibili con una morte violenta per mano di altre persone. Non è stato specificato oltre, ma non ci sarebbero dubbi sul fatto che si tratti di un omicidio.
Al momento, i carabinieri stanno continuando a prendere le deposizioni degli amici che hanno passato la serata con lei e che l'hanno ritrovata nel rio. La ragazza, da qualche mese, lavorava al bar della Stazione ed era molto conosciuta.

Il luogo del ritrovamento del corpo
Ma la vicenda ha preso subito anche un'altra piega. Da tempo, e ne avevamo parlato anche noi, a Nizza serpeggia una crescente insofferenza nei confronti di un ragazzo di origini africane ma residente fin da bambino in città. Un ragazzo seguito dal servizio di igiene mentale per conclamati e certificati problemi di natura psichiatrica. Si è reso responsabile di una serie di episodi di danneggiamenti, schiamazzi e disturbo in generale, sia nei locali che nei negozi e nelle vie del centro. Oltre ad un post poco rispettoso nei confronti delle donne.
Nella notte, diffusasi la notizia del ritrovamento della ragazza, un gruppo di persone si è ritrovato sotto la sua abitazione per minacciarlo. Convinti che sia lui l'autore dell'omicidio, hanno dichiarato un'intenzione di giustizia sommaria. Sono intervenuti i carabinieri con una pattuglia per portarlo via sia per la sua incolumità che per interrogarlo su dove si trovasse ieri sera e chiedere conto dei suoi spostamenti.
Ma, al momento, smentiscono che sia indagato e che non sussista alcun motivo per pensare che sia lui il responsabile dell'omicidio.
Questo il commento a caldo del sindaco Simone Nosenzo: «Quando accadono certe cose non si può che fare le condoglianze alla famiglia e attendere che la giustizia faccia il suo corso».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
Direttore Fulvio Lavina
f.lavina@lanuovaprovincia.it
Società editrice Editrice OMNIA S.r.l.
via Monsignor Rossi 3 -14100 Asti
P.Iva 00080200058