Montegrosso
09 Febbraio 2026 12:17:19
L'abbiamo già visto in recenti casi di cronaca nazionale quanto i social possano diventare un'arma nei confronti di una famiglia che sta facendo i conti con un dramma più grande di loro.
Nell'omicidio di Zoe Trinchero il dramma ha colpito la famiglia della ragazza, che piange la figlia di 17 anni; nonostante la solidarietà e l'abbraccio di Nizza, di Montegrosso e di tutta Italia, non riesce a capacitarsi di quello che le è successo e attende i tempi della giustizia per riavere la salma e organizzare una degna sepoltura.
Ma c'è un'altra famiglia, quella di Alex Manna, il suo assassino, che sta vivendo l'incubo di un figlio reo confesso di un delitto terribile nei confronti di una ragazza che è cresciuta con lui, nello stesso paese.
Quello che questa seconda famiglia sta vivendo è una valanga di odio che si è riversata su di loro con le accuse di aver cresciuto un figlio capace di un delitto tanto efferato.
In questo caso non si parla solo di social (impossibile contare i pesantissimi commenti che si leggono sulle pagine Facebook del posto e sul profilo di Tik Tok del ragazzo) ma anche di insulti fatti di persona e al telefono.
Che, nelle ultime ore si sono trasformati in minacce vere e proprie. E' stato infatti confermato che il padre di Alex abbia ricevuto delle telefonate pesantemente minatorie al punto da rivolgersi ai carabinieri. Minacce così violente e realistiche da spingere la famiglia a lasciare la casa di Montegrosso per un luogo segreto, per timore di rappresaglia e di aggressioni.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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