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Nizza Monferrato

Zoe era ancora viva quando è finita nel rio Nizza

Le prime risultanze dell'autopsia confermano le percosse

Zoe era ancora viva quando è finita nel rio Nizza

Sono trapelati i primi risultati dell'autopsia compiuta ieri sulla salma di Zoe Trinchero, 17 anni di Nizza Monferrato.

Nello stesso giorno che ha visto una mobilitazione senza precedenti alla fiaccolata organizzata in suo ricordo, i medici legali hanno stabilito che la causa della morte è stato l'impatto sul fondo cementato del rio Nizza, vicino alla confluenza con il Belbo, luogo in cui la ragazza, ormai senza vita, è stata avvistata da un passante e poi recuperata dagli amici che la stavano cercando.

Confermate anche le percosse, i cui segni erano già evidenti ad un primo esame dei soccorritori e delle forze dell'ordine intervenute già nella notte fra venerdì e sabato dopo il ritrovamento. E il suo assassino, Alex Manna, nella lunga confessione ha ammesso di averle dato dei pugni in testa, azione compatibile con quanto riscontrato dal medico legale. Non ci sarebbero invece conferme allo strangolamento dopo le percosse, ipotizzato in un primo tempo alla lettura dei segni riportati dal corpo della ragazza.

Dunque quando è precipitata nel rio, che aveva una scarsa portata di acqua, la ragazza era ancora viva e forse poteva ancora essere salvata.

Intanto la famiglia attende il nullaosta della Procura per organizzare l'ultimo saluto a Zoe.

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