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Omicidio Zoe Trinchero

Per Alex una possibile perizia psichiatrica, il suo avvocato: «La confessione non è una prova»

L'avvocato Iorianni di Palmi, all'uscita dal carcere dopo una visita al ragazzo reo confesso, affaccia questa ipotesi

Avvocato Iorianni

Da ieri l'avvocato Rocco Giuseppe Iorianni del Foro di Palmi  affianca la collega  Gambino di Asti nella difesa di Alex Manna, il ragazzo di 20 anni in carcere da sabato per aver confessato l'omicidio di Zoe Trinchero, 17 anni.

E, in una  dichiarazione, proprio all'uscita del carcere di Alessandria dove il ragazzo è detenuto, ha affacciato un'ipotesi ad oggi non ancora contemplata, quella di una non piena capacità di intendere e volere del giovane omicida.

Anche a fronte di una prova come è l'ammissione di colpevolezza. «A volte la confessione è frutto di quello che uno ha percepito sia successo ma non è detto che sia successo veramente». Parlando di un deficit cognitivo di cui si dovrà  tenere conto in sede processuale e di un omicidio maturato in un quadro clinico molto particolare e documentato. 

«Al momento è prematuro dire che il caso sia chiuso - ha aggiunto - anche perché la confessione non può mai essere l'unica prova sulla quale si basa un'accusa così grave. Servono riscontri ed accertamentiche diano valore alle parole del reo confesso perché siamo anche di fronte ad un ragazzo di poco più di 19 anni le cui parole, anche quelle contro se stesso, possono essere state condizionate dal particolare contesto del momento in cui sono state rese le dichiarazioni».

L'avvocato Iorianni era presente all'autopsia che si è tenuta ieri sulla salma di Zoe, così come, ha dichiarato, è sua abitudine fare in casi gravi come questo. «Mi sono fatto un mio personale convincimento che ora non posso ancora esternare per il rispetto della famiglia della vittima, per quella del mio assistito e per la squadra di investigatori di cui ho potuto apprezzare l'operato. Quando verrà depositata ufficialmente la relazione autoptica raffronteremo i dati scientifici che ne derivano con quanto detto da Alex e dal gruppo di amici presenti quella sera».

In carcere oggi ha incontrato per la prima volta Alex e gli ha parlato a lungo. Che ragazzo ha trovato? «Un giovane molto provato, in pessime condizioni e piegato da un clima di odio, ripicca, vendetta che si respira tanto in carcere come fuori. Una tragedia che ha distrutto due vite e sta colpendo persone del tutto estranee alla vicenda che stanno pagando duramente una colpa non loro» riferendosi ai genitori del ragazzo, minacciati e costretti ad abbandonare la loro abitazione.

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