Giudice civile
22 Febbraio 2026 10:30:00
Era la notizia che i residenti del tratto di via Quintino Sella angolo via San Martino attendevano da tempo anche se non darà immediatamente seguito all’avvio dei lavori di messa in sicurezza e ristrutturazione di Palazzo Gazelli, una delle dimore storiche più antiche della città.
Il giudice civile del tribunale di Asti ha accolto la richiesta del proprietario di minoranza della dimora, la Schiappapietra Finanziaria srl di riaprire il procedimento di esecuzione nei confronti del comproprietario di maggioranza, la famiglia Currado Mazzarolli.
Un passaggio formale che avvicina i tempi in cui potranno potenzialmente iniziare i lavori di messa in sicurezza delle facciate che danno sulle strette vie Sella e San Martino, parzialmente occupate dal ponteggio contenitivo allestito fino al tetto e chiuse da anni al traffico per pericolo di crollo. Con grande insofferenza, come comprensibile, dei residenti, dei commercianti e professionisti che hanno la loro attività in quella zona e, in generale, per la viabilità del centro storico. La sola decisione di riapertura, ad ora, non presuppone ancora alcun lavoro. Bisognerà attendere una prossima udienza, sempre fissata dallo stesso giudice, in cui i creditori dovranno mettere a disposizione delle risorse per, tecnicamente, “impedire il deperimento del bene immobile”.
Che, tradotto, significa anticipare dei soldi per la messa in sicurezza del grande palazzo in modo che non avvengano crolli (sul tetto già se ne sono registrati) e ulteriori ammaloramenti che ne abbassano ulteriormente il valore prima della sua probabile messa all’asta se non interverranno altre opposizioni. «Quando sarà fissata l’udienza che darà seguito al procedimento esecutivo – si legge in una nota dell’avvocato Claudio Bechis, legale della Schiappapietra Finanziaria – la società potrà reiterare le proprie istanze affinché il giudice attribuisca al custode ivi nominato il potere di votare per procedere ai lavori di consolidamento dei beni pignorati ai debitori che da anni non vi provvedono spontaneamente».
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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