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All'alba di domenica

Altra "spaccata" in via Cavour: ladri via con 70 mila euro di vestiti firmati

A meno di una settimana dall'altro colpo alla gioielleria Scarpa, poche decine di metri più in là. La rabbia e la disperazione della titolare: «Non so se riaprirò»

Altra "spaccata" in via Cavour: ladri via con 70 mila euro di vestiti firmati

I commercianti di via Cavour inspiegabilmente presi di mira dai ladri che depredano i loro negozi. A nemmeno una settimana dal colpo alla gioielleria Scarpa, questa mattina, all'alba, altro colpo in un negozio sull'altro lato della strada, appena un po' prima arrivando dal centro. Si tratta della boutique Imagine, conosciuta per i suoi capi firmati Elisabetta Franchi per i quali arrivano clienti da ogni parte del Piemonte.

«Intorno alle 5 mi è arrivato il messaggio dell'antifurto del negozio - racconta la titolare, Cristina La Vista -  Mi sono vestita in fretta e sono andata giù. Quel che ho visto è stato devastante. I ladri, due uomini incappucciati secondo le riprese delle telecamere interne al negozio, hanno usato delle mazze per sfondare il vetro spesso della porta di ingresso. Poi hanno arraffato tutti i capi che avevo sugli stendini vuotando completamente il negozio. Parliamo di capi firmati per un valore di oltre 70 mila euro. Non è rimasto nulla, solo qualche abito sui manichini delle vetrine. Non contenti, si sono portati via anche il registratore di cassa. Era appena arrivata la collezione primaverile e avevo ancora qualche capo in saldo ora non ho più nulla».

E, come per la gioielleria, in pochissimo tempo, intorno ad un minuto. Dalle telecamere interne non si vede la strada ma dall'andirivieni dei ladri dentro e fuori dal negozio, è probabile che avessero l'auto parcheggiata davanti o, al massimo, dall'altro lato della strada.

«E' la terza spaccata che subisco in sei anni, da quando ho aperto qui - commenta amareggiata la titolare - L'amministrazione dovrebbe interrogarsi sul perché via Cavour, in poco tempo, si sia ridotta in questo modo. In nessuna delle tre volte in cui sono stata derubata ho ricevuto messaggi o visite degli amministratori per dimostrarmi la loro solidarietà. Ho investito tanto nel mio negozio, scegliendo personalmente ogni collezione e alzando il più possibile l'asticella della qualità e del gusto dei capi da proporre ad una clientela che è formata in gran prevalenza da persone che vivono fuori Asti. Ma questa via non è più sicura per nessuno di noi piccoli commercianti che con tanti sacrifici stiamo tenendo vivo il centro storico. E sicuro, perché oltre all'antifurto, alle porte blindate e ai vetri antisfondamento, pago anche un servizio di vigilanza privata che serve a tutti, non solo a noi. In tutta onestà, non so se riaprirò».

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