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Scuola media Jona

Furto a scuola: «"Cari ladri", restituite i sogni i nostri ragazzi, riportate indietro ciò che avete rubato»

Un appello accurato dopo la razzia all'Auditorium della scuola spogliato di tutte le attrezzature che servivano per spettacoli teatrli, concerti, proiezioni e incontri pubblici. Soprattutto dove i ragazzi imparavano a superare le loro paure e timidezze

Furto a scuola: «"Cari ladri", restituite i sogni i nostri ragazzi, riportate indietro ciò che avete rubato»

 Rubare in una scuola è sempre una sconfitta per i ladri e per l'intera comunità. Il perché lo spiegano bene le insegnanti amareggiate della scuola media Jona dopo aver scoperto che i ladri hanno fatto un furto ingente agli impianti audio dell'auditorium dell'istituto scolastico.

«Uno spazio inaugurato un paio d'anni fa che ha consentito alla scuola di organizzare non solo spettacoli teatrali, ma anche concerti, incontri pubblici, proiezioni e iniziative culturali aperti a tutti, in un ambiente adeguato, con palco, illuminazione e impianti audio idonei - spiega l'insegnante Laura Cariati -  Purtroppo il danno è ingente, si tratta di attrezzatura acquistata gradualmente negli anni e che ha contribuito a creare un importante fermento per i nostri alunni intorno alle attività pomeridiane di teatro e danza coordinate rispettivamente dai professori Dario Inserra e Valeria Parello. Una tradizione quella del teatro alla Jona che vanta già una discreta storia di spettacoli e riconoscimenti di premi anche internazionali».  

Ma i ragazzi non si arrendono alla cattiveria di un gesto così vile e così dannoso per loro e hanno deciso di arrivare direttamente al cuore dei ladri, inviando una lettera che spiega perché fosse così importante per loro quell'attrezzatura.

Restituiteci i nostri sogni, la lettera

Cari ladri,

vi rendete conto della gravità della situazione? Avete fatto un’azione vergognosa: siete venuti a rubare in una scuola pubblica e avete portato via dal nostro auditorium dell’attrezzatura molto preziosa che i ragazzi e gli insegnanti utilizzavano per le più belle attività scolastiche ed extrascolastiche. Avete provocato sconcerto e dispiacere in un ambiente tranquillo, che è la nostra seconda casa, dove fino a qualche giorno fa ci sentivamo sicuri, ma avete minato anche questa certezza. Adesso la scuola non può permettersi di acquistare nuova attrezzatura, infatti la precedente era stata procurata in anni e anni. Riconoscete il danno che avete fatto, non è solo un furto di attrezzatura elettronica, forse per voi erano solo casse audio, microfoni, luci, mixer. Oggetti. Merce da rivendere. Numeri da trasformare in denaro. Per noi no. Per noi erano voci che imparavano a tremare meno. Erano mani che scoprivano il coraggio di alzarsi su un palco. Erano occhi che si accendevano quando la regia chiamava e la paura diventava forza. Avete spento in un momento delle bellissime opportunità. Avete tolto strumenti con cui si costruiva fiducia, creatività, competenze, futuro. Forse non avete pensato a tutto questo. Forse avete visto solo un valore economico. Ma sappiate che ogni oggetto rubato è stato una delusione negli occhi di un ragazzo. Insomma è un furto alle nostre opportunità di crescere e fare esperienze di teatro, danza, attività per le quali molti di noi si sono innamorati di questa scuola! Con questo gesto ci avete fatto capire che siete delle persone senza cuore e senza sentimenti, provate a mettervi nei nostri panni: siamo tristi e delusi per quello che è successo.

Non ci avete solo tolto l’attrezzatura, ma anche l’opportunità di imparare a stare insieme, di divertirci e conoscerci meglio. Ci avete tolto qualcosa su cui stavamo lavorando con dedizione e costanza da due anni. Ci avete tolto la felicità, la possibilità di costruire esperienze indimenticabili. Quando saliamo sul palco e vediamo i nostri genitori sorridere, ci sentiamo forti e tutti i problemi svaniscono; quando finiamo gli spettacoli ci abbracciamo e piangiamo, e sappiamo che c’è qualcuno che ci sostiene in questo percorso. Ora ripensando allo spettacolo dell’anno scorso sappiamo che quelle emozioni indimenticabili non potremo più provarle. Infatti, a scuola avevamo avuto l’opportunità di fare diverse repliche dello spettacolo, proprio grazie alla dotazione di quella attrezzatura e abbiamo raccolto fondi per una compagna che ha dovuto affrontare delle lunghe cure mediche. Vi scriviamo con amarezza. Perché chi ruba a una scuola, ruba a chi sta imparando a diventare adulto. E forse, in fondo, ruba anche a se stesso la possibilità di fare la cosa giusta. Avete ancora una scelta. Restituire ciò che avete preso non cancellerebbe il gesto, ma dimostrerebbe che dentro di voi c’è qualcosa che vale più di qualsiasi attrezzatura: una coscienza. Quel teatro può tornare a riaccendersi. Sta a voi decidere se volete restare le persone che hanno spento una luce… o quelle che hanno trovato il coraggio di riaccenderla.

GRAZIE

Alessia Toscano e Aurora Falvella

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