Sanità
09 Marzo 2026 16:42:18
Equipe di Ginecologia e della Sala Operatoria: da sinistra Maurizio Di Serio, Alessandro Bianchi, il ginecologo Andrea Villasco e Roberta Sampietro.
All’Ospedale Cardinal Massaia è stata eseguita con successo la prima mastectomia endoscopica con ricostruzione mammaria immediata, una tecnica mini-invasiva che rappresenta un passo avanti nella chirurgia senologica.
L’intervento è stato realizzato dal dottor Andrea Villasco insieme al dottor Maurizio Di Serio, direttore della Struttura Complessa di Ginecologia e Ostetricia. La procedura ha previsto l’asportazione della ghiandola mammaria attraverso un unico accesso cutaneo di piccole dimensioni, effettuato in sede ascellare. Nella stessa seduta operatoria è stata eseguita anche la ricostruzione con impianto protesico in sede prepettorale.
L’approccio endoscopico consente di limitare il trauma chirurgico, ridurre il dolore post-operatorio e diminuire il rischio di complicanze funzionali. L’operazione si è svolta senza criticità e la paziente è stata dimessa in buone condizioni cliniche.
«La mastectomia endoscopica garantisce elevati standard di radicalità oncologica integrandoli con un approccio meno invasivo e maggiormente orientato alla qualità di vita della paziente e al risultato estetico» spiega il dottor Villasco. La tecnica utilizza ottiche ad alta definizione che permettono ai chirurghi di operare con una visione ingrandita e più precisa dei piani anatomici.
Secondo la letteratura scientifica, tra i principali vantaggi di questa procedura ci sono un minore impatto cicatriziale, una migliore visualizzazione delle strutture anatomiche, una riduzione del trauma sui tessuti superficiali e un recupero funzionale più rapido, soprattutto quando la ricostruzione avviene immediatamente dopo l’asportazione.
La scelta di ricorrere alla mastectomia endoscopica, precisa Villasco, viene comunque valutata caso per caso all’interno di un percorso multidisciplinare e riservata a situazioni selezionate, nel rispetto delle linee guida oncologiche nazionali e internazionali.
«Questo risultato si inserisce in un percorso iniziato lo scorso settembre per rendere la chirurgia sempre più mirata, personalizzata e meno invasiva» sottolinea Di Serio. Negli ultimi mesi, infatti, nel reparto sono state introdotte tecniche innovative come la V-NOTES, che utilizza gli orifizi naturali per accedere agli organi interni combinando i vantaggi della chirurgia vaginale tradizionale con quelli della laparoscopia.
«Il traguardo raggiunto è frutto di un lavoro di squadra, di un investimento continuo nella formazione e di una visione orientata all’innovazione, che punta a migliorare non solo gli esiti clinici, ma anche l’esperienza complessiva delle pazienti» conclude Di Serio.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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