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Intervento

Pet food a Valle Tanaro, dura reazione di "Castagnole Attiva" alla conferma del Permesso a costruire da parte del Comune

L'associazione di Castagnole Lanze interviene in merito alla Determina dell'Ufficio tecnico del Comune. "Siamo soli a difendere il territorio?"

Pet food a Valle Tanaro, dura reazione di "Castagnole Attiva" alla conferma del Permesso a costruire da parte del Comune

Il centro abitato di Valle Tanaro e l'ex area Miroglio

«Abbiamo finalmente in mano la verità nera su bianco». Esordisce così l'associazione "Castagnole Attiva" di Castagnole Lanze commentando la Determina dell'Ufficio tecnico del Comune, a firma del Responsabile dell'Area Paolo Carafa, in merito alle motivazioni del Permesso a costruire rilasciato dal Comune per l'impianto del pet food a Valle Tanaro. «Mentre l'amministrazione comunale continua a parlare di dialogo, trasparenza e tutela della salute, negli uffici tecnici è stata preparata la Determina n. 102 del 05/03/2026 che definisce, a distanza di oltre un anno dal provvedimento di permesso di costruire emesso dal Comune, le proprie motivazioni per un atto amministrativo che non tiene conto dei pareri delle proprie Commissioni tecniche e della tutela dell’area Unesco. Nonostante l'ordinanza di sospensione del TAR Piemonte n. 2406/2025 per difetto di motivazione, il Comune non si ferma. Mentre i cittadini chiedevano cautela, usa questa nuova determina per tentare di giustificare e convalidare il permesso rilasciato (n. 4736/2025) mentre il giudizio di merito è ancora pendente al TAR (fissato al 21 maggio 2026)», dice l'associazione castagnolese per voce del suo presidente Pino Palumbo

Una reazione durissima quella di "Castagnole Attiva": «Nella determina si prende atto del parere della Commissione Locale del Paesaggio che definiva l'impatto "non mitigabile", ma poiché non è vincolante, non si condivide e si supera il parere della commissione competente dicendo che “dovrebbe puntualmente ed esplicitamente tenere conto da un lato delle caratteristiche concrete del luogo di intervento e del suo contesto sotto il profilo paesaggistico”. Inoltre, avevamo chiesto conto dell'altezza di 39 metri dove il Piano Regolatore ne prevede al massimo 10,50: nella determina si legge che l'ufficio ha accolto le ragioni tecniche dell'impresa obiettivamente e tecnicamente giustificate».

Si fa riferimento anche ai vincoli Unesco: «Il Comune scrive che Valle Tanaro è zona di fondovalle a vocazione produttiva e non di particolare pregio paesaggistico, minimizzando i vincoli Unesco. Come può un'Amministrazione definire senza pregio un territorio sotto tutela internazionale? E’ davvero accettabile che il Comune consideri “Il riconoscimento Unesco, pur rivestendo importanza mondiale, in base alla legislazione nazionale italiana non costituisce di per sé vincolo paesaggistico”? E non solo: motiva dicendo che “assai presumibilmente (e quindi non è ancora cosa certa), in sede di recepimento della Variante Unesco, questa zona verrà stralciata da quelle inserite in vincolo paesaggistico”. Dov’è finito l’orgoglio di essere in zona Unesco, tanto sbandierato?», sottolinea Castagnole Attiva.

Un'ulteriore amarezza si legge nelle parole dell'associazione castagnolese: «Nel documento si cita la nuova istruttoria, che è stata fatta tra tecnici e legali di fiducia, ma senza mai un confronto con i cittadini che subiranno l'impatto del progetto. Sono state ignorate le nostre richieste di Consiglio comunale aperto e di un confronto (giugno e dicembre 2025). Parlavano di trasparenza? Le nostre domande restano senza una vera risposta. La determina è la prova che non c'è stata neutralità, ma una scelta precisa di blindare un progetto che la comunità rifiuta e che i tecnici del paesaggio hanno bocciato. Non ci sono più dubbi sulla posizione dell’Amministrazione». E si chiede l'associazione: «Siamo soli a difendere il paesaggio?».

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