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Canelli contro i nuovi OGM: scelta per la sovranità alimentare e la tutela dei vini

Canelli dichiara il territorio libero dai nuovi OGM, stop ai rischi per salute, tracciabilità e certificazioni bio in vista del voto europeo

Canelli contro i nuovi OGM: scelta per la sovranità alimentare e la tutela dei vini

«Anche il Comune di Canelli ha adottato la delibera presentata da Ari e da Centro Internazionale Crocevia contro i nuovi Ogm – plaude sui social l’Associazione Rurale Italiana – In questo tempo di pavide indecisioni la presa di posizione di un Comune
importante come quello di Canelli, patria di vini di eccellenza e di prodotti agricoli che tutto il mondo ci invidia, è una scelta fondamentale per il futuro, di tutto l’agroalimentare italiano».

«Il tempo stringe – allerta il portavoce piemontese Fabrizio Garbarino – Anche altri Comuni ed altri territorio devono fare la scelta ora perché a breve il Parlamento Europeo si esprimerà sulla della regolamentazione dei nuovi Ogm e malauguratamente dovesse passare nessun territorio potrà più dichiararsi libero da ogm vecchi e nuovi».

«Il nuovo regolamento europeo eliminerebbe l’obbligo di valutazione del rischio, di etichettatura e tracciabilità creando problemi all’agricoltura tradizionale, bio ed ai consumatori – ha commentato l’assessore canellese all’agricoltura Claudio Riccabone
Abbiamo anche forti incertezze sulla salute; verrebbe meno il principio precauzione sulla possibile contaminazione tra specie ogm e non ogm, tra le colture di fondi vicini con la conseguente pretesa di diritti sulle sementi da parte delle multinazionali. Avrebbe un disastroso impatto sulle certificazioni bio e sull’immagine dei nostri prodotti di qualità. Con questa votazione vogliamo tutelare territorio, colture, salute dei cittadini e aziende locali».

«Nel mondo ci sono quattro lobby agroalimentari che spingono per l’approvazione del regolamento – ha concluso la sindaca Roberta Giovine - È anche una questione di sovranità, in ombra dietro il falso mito della produttività. L’inquinamento genetico
porterebbe i nostri prodotti a essere omologati, perdendo così la loro unicità, apprezzata in tutto il mondo».

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