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La storia

Esattamente 80 anni fa ad Asti il primo voto libero dopo il fascismo per l'elezione del sindaco

Nella rievocazione di Stefano Masino nomi e vicende che portarono al primo Consiglio comunale dopo le elezinni del 24 marzo 1946

Esattamente 80 anni fa ad Asti il primo voto libero dopo il fascismo per l'elezione del sindaco

Quest’anno a marzo cadono due importanti anniversari: la rinascita del Comune di Asti, fondato nel 1095, che dopo la caduta del nazi-fascismo potè ritornare a elezioni libere; e la prima volta del voto delle donne proprio in quelle elezioni comunali libere del marzo 1946.
Ecco una breve ricostruzione degli eventi.

Domenica 24 marzo 1946, a un anno dalla Liberazione, si tennero ad Asti le prime elezioni amministrative libere. Seguiranno, il 2 giugno 1946, le elezioni per la Costituente e il Referendum istituzionale Monarchia/Repubblica. Il numero degli elettori astigiani era di 41.173, di cui 22.354 elettrici donne. Le sezioni elettorali erano 52, allestite negli edifici scolastici e suddivise 33 per la città e 19 nella periferia. La più piccola sezione elettorale era quella di Vaglierano con 369 votanti e la più numerosa con 989 era quella della frazione Poggi. L’affluenza alle urne fu quasi del 85%. I votanti furono 32.326, così suddivisi: Comunisti 9013, Democristiani 7797, Socialisti 7506, Contadini 4229, Liberali-lndipendenti 1685, Demo Laburisti (Democrazia del lavoro) 541, Azionisti 375.

Il primo Consiglio comunale
Il Consiglio comunale risultò formato da: 12 comunisti, 11 democristiani, 10 socialisti, 5 contadini, 2 liberali. Ecco i consiglieri pubblicati in ordine dei voti preferenziali: Comunisti (PCI): Felice Platone, Giovanni Vogliolo, Domenico Berruti, Secondo Saracco, Tullio Bruno, Federico Torretta, Alberto Gallo, Celestino Ombra, Albino Cotto, Giuseppe Rossi, Pierina Amerio, Giuseppe Rosso. Democrazia Cristiana (DC): Leopoldo Baracco, Giovanni Viale, Leone Debenedetti, Renzo Perosino, Antonio Baglione, Candido Maggiorotto, Giuseppe Amerio, Quirino Lanzone Polledro, Vittorio Pugliese, Carlo Curletto, Carlo Rostagno. Socialisti (PSI): Severo Allocco, Giuseppe Petroselli. PSLI (Partito socialista dei lavoratori italiani): Umberto Grilli, Giovanni Battista Torta, Attilio Bosia, Mario Castellini, Angelo Lusso, Elio Amorino, Filippo Chiusano, Pietro Chiuminatti. Contadini (PDC): Domenico Malandrone, Adolfo Filippa (poi passato al PSLI), Giuseppe Bosia, Carlo Risso, Ernesto Collo. Liberali (PLI): Gilberto Barbero, Primo Icardi.

La Dc si astiene
La prima “Consulta Municipale”, in cui venne nominato sindaco Felice Platone (PCI), ebbe luogo sabato 13 aprile 1946 nella Sala Vecchia del Consiglio Comunale. Iniziò la serie degli interventi il consigliere dei Contadini geom. Malandrone. Alle ore 16.20 l’avv. Felice Platone inizia la seduta con l’appello dei consiglieri nominati. Dopo l’appello si prosegue nella lettura dei decreti luogotenenziali e per alzata di mani il Consiglio dichiara la eleggibilità dei membri.

La prima mozione è della D.C.: l’avv. Leopoldo Baracco: «Era intenzione dei componenti il Gruppo della Democrazia Cristiana di partecipare attivamente alla amministrazione del Comune con la formazione di una coalizione sufficientemente forte, a larghe basi, ma poiché sappiamo che preventivamente si era già formato un patto fra Comunisti e Socialisti che rendeva ineluttabile la loro coalizione così non c’è restata altra via che quella dell’astensione. A nome dei miei amici D. C. dichiaro che noi non parteciperemo al voto per la nomina del Sindaco e degli Assessori».


Segue la nomina del Sindaco: Felice Platone, avvocato, con voti 21. La Giunta Platone risulta composta da sei assessori e due supplenti: Severo Allocco (Psi), delegato alla Centrale del latte; Domenico Berruti (Pci), economato; Attilio Bosia (Psi-Psli), finanze; Albino Cotto (Pci), assistenza e beneficenza; Angelo Lusso (Psi-Psli), igiene; Giuseppe Rossi (Pci), stato civile; Federico Torretta (Pci), polizia urbana; Mario Castellini (Psi-Psli), lavori pubblici.

Felice Platone (1896-1962) detto “Gamba” (nome acquisito durante la Resistenza, cugino omonimo di un deputato del Pci) era stato congedato con il grado di maggiore d’artiglieria. Segretario politico della Direzione astigiana del P.P.I. (Partito Popolare Italiano) nel 1921, durante il ventennio, svolse attività antifascista clandestina. Dopo l’armistizio fu tra gli organizzatori della Resistenza astigiana. Dopo la Liberazione fu nominato sindaco dal Comitato di liberazione nazionale provinciale. Eletto alla Costituente nelle elezioni del 1946.

Stefano Masino

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