Finanza
24 Marzo 2026 12:44:31
La sede della Banca di Asti
Sono un piccolo azionista della Banca di Asti e, come molti altri, ho partecipato con fiducia all'aumento di capitale del 2023, sottoscrivendo le nuove azioni al prezzo di 15,50 euro. Una scelta fatta nella convinzione che la banca, storicamente solida e radicata nel territorio, avrebbe saputo valorizzare nel tempo il proprio titolo.
A distanza di tre anni, quella fiducia appare oggi profondamente messa alla prova. Le azioni, che nel 2023 valevano oltre 15 euro, oggi oscillano intorno agli 8 euro, con una perdita potenziale superiore al 45%. Una discesa repentina, avvenuta già qualche tempo dopo all'aumento di capitale, e dalla quale il titolo non si è più ripreso.
Il problema non è solo la perdita economica, pur rilevante. È la totale assenza di segnali da parte della banca su come intenda affrontare questa situazione. Da anni, ai piccoli azionisti viene ripetuta la stessa frase: “la Banca è sana e le azioni saliranno”. Ma i fatti raccontano un'altra storia: il titolo resta fermo, poco scambiato, privo di slancio e incapace di avvicinarsi ai valori pre 2023. Molti azionisti, come me, si chiedono se la banca abbia un piano concreto per recuperare credibilità sul mercato. E soprattutto: cosa sta facendo per tutelare chi ha creduto nel suo progetto?
La Banca di Asti può permettersi che centinaia di risparmiatori del territorio, che hanno sostenuto la banca nei momenti cruciali, si sentano oggi trascurati e senza risposte? La fiducia è un capitale prezioso, e una banca locale vive anche della relazione con il proprio territorio. Oggi quella relazione appare incrinata. Come azionista, pongo pubblicamente alcune domande:
Il silenzio non è più sostenibile.
P.V. – Azionista
Riteniamo utile fornire alcuni elementi di chiarimento per offrire ai lettori e ai nostri azionisti una corretta ricostruzione.
Non sono stati effettuati aumenti di capitale nel 2023 ma non rileva tanto l'errore materiale nell'indicazione della data quanto il fatto che la lettera lascia così intendere che il prezzo dell'azione sia passato, nell'ultimo triennio, da 15,50 agli attuali €8,06. Con l'acquisto avvenuto nel 2023 il cliente non può avere speso più di €9,50 per azione. Si tratterà sicuramente di un errore di digitazione che non modificherà le analisi finanziarie dell'azionista ma il dato errato può essere fuorviante per i lettori.
La strategia di questi ultimi anni della Banca ha permesso:
La Banca elabora un Piano Strategico in cui delinea i propri programmi di sviluppo e ne dà notizia dettagliatamente in occasione del bilancio annuale. In particolare, il Piano Strategico 2025 - 2027 indica le azioni che la Banca sta intraprendendo: Solidità Patrimoniale e gestione della liquidità; Sviluppo del business; Efficienza e competitività; Progetti Strategici; Sostenibilità e ESG.
La documentazione è sottoposta periodicamente alla valutazione degli azionisti, che possono votarla, e di tutti coloro che sono interessati a verificare l'effettiva attività e consistenza della Banca.
A fianco dell'azionista storico Fondazione C.R. Asti, altre importanti Fondazioni, radicate in Piemonte, hanno deciso di investire (in tempi recenti) nel progetto di sviluppo della Banca.
La Banca è consapevole che accanto a questi azionisti una parte rilevante del proprio azionariato è composta da clienti e risparmiatori che, pur consapevoli della scelta di fondo di un investimento a medio lungo termine, possono manifestare esigenze di liquidità o di revisione dei propri investimenti che possono indurre a disinvestire il titolo. Al fine di facilitare il soddisfacimento di tali esigenze la Banca ha:
Comunicazione - Banca di Asti
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