Montafia
05 Aprile 2026 08:02:00
Cose che possono succedere solo nelle pieghe delle colline dell’Astigiano che continuano a custodire dei veri e propri tesori spesso senza la consapevolezza di avere moltissimo da offrire a visitatori e turisti bene intenzionati.
Un esempio? Con 19 mila euro ci si può acquistare un pezzo di storia del paese di Montafia (ma in realtà di tutto un vasto territorio) che, cambiati gli infissi, è già un museo pronto per le visite.

Parliamo della casa in cui ha vissuto e lavorato per tutta la vita Secondo Roffinella, cavaliere di Vittorio Veneto classe 1898 conosciuto in tutta Italia per essere stato il più longevo alpino. Tantissime le foto e i video di lui che, sulla camionetta che trasporta i “veci” che non possono più sostenere la fatica del corteo, ha aperto tante adunate nazionali. Alpino nel cuore e nell’anima ma anche fabbro provetto che per una quantità di anni impossibile da definire, ha fatto risuonare l’inconfondibile suono del martello sul grande incudine nella sua piccola bottega nel centro del paese.
Secondo Roffinella, per tutti “Secund”, non ha solo vissuto a lungo, ma i suoi 107 anni li ha “usati” tutti, grazie ad una salute che gli ha permesso di vivere da solo, spostarsi in motorino e lavorare fino al secolo di vita.

Scomparso nel 2005, fino a qualche anno prima, pur avendo la casa di riposo Cassinelli come punto di riferimento per i pasti, ha continuato a lavorare nella sua bottega. Ed è proprio questa, insieme al resto della casa, che è stata messa in vendita dall’attuale proprietario, Liviu, attraverso Silvio Pelissetti dell’agenzia immobiliare Parigi.

Con la fortuna che entrambi hanno riconosciuto il valore di quella bottega storica e non è stato spostato un solo attrezzo da quando l’aveva posato Secondo per l’ultimo lavoro.
Una stanza congelata nel tempo dove l’unica concessione alla modernità è un piccolo motore elettrico, accroccato dal vecchio fabbro, per far girare la mola. Il grande incudine campeggia al centro del piccolo locale con soffitto in mattoni a vista anneriti dal fumo che usciva dalla forgia con tiraggio incanalato direttamente in una canna fumaria nel muro. Il grande mantice azionato a pedali per soffiare sulle braci in modo da far raggiungere la temperatura giusta al ferro che Secund spostava sul vicino incudine per battere e modellare. Il tornio verticale, monumentale, per arrotondare le barre di ferro e creare opere d’arte per ringhiere, letti, grate, cancelli. Sul bancone e appesi al muro con ganci ci sono tutti gli arnesi che gli servivano e, contro le pareti, le barre di ferro da cui partiva per i suoi lavori. Insieme ad una decina di vecchie macchine per dare lo zolfo nelle vigne che, essendo in rame, servivano da “ricambio” dal quale tagliare il pezzo che serviva.
«E’ un angolo di storia pura - afferma Pelissetti appassionato anche di antiquariato - Quando ho venduto la casa la prima volta mi sono raccomandato con il signor Liviu di non toccare nulla in questa bottega e lui ha rispettato il significato simbolico di questo locale. Farò la stessa raccomandazione a chi vorrà comprarla da lui». Avendo un ingresso indipendente, una finestra e una porta di ingresso, basterebbe sostituire gli infissi attuali con dei vetri antisfondamento, una luce sempre accesa e il museo è già pronto.

«Avete mai provato a sentire il suono che fa il martello su un incudine così grande? - nota Pelissetti - sarebbe meraviglioso registrarlo e mandarlo in loop facendo rivivere l’emozione di quando Secund era qui che lavorava».
Ma la bottega non è l’unica chicca di quella casa. Proprio vicino alla mola c’è una botola che conduce ad un “infernot” originale, cantina scavata nel tufo a metri di profondità organizzata in più locali collegati da scale che corrono sotto strade e case del paese. Tutto frutto di lavoro di scavo nella terra dura come il cemento. Ci sono ancora i segni delle bottiglie di vino appoggiate sulla sabbia astiana e, sui soffitti, le scritte con il fumo delle candele. Da quella di Angelo Roffinella, figlio di Second, a quelle di Carlo, Pinotu, Gino e tante altre. Con date che vanno dal 1941 al 1944.
Con 19 mila euro ci si compra un museo intatto.
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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