Cerca

Cinema

“Il Vangelo di Giuda” arriva nei cinema: il film di Giulio Base tra fede, dubbio e umanità

Alla presentazione con monsignor Marco Prastaro emerge una rilettura profonda e attuale della figura di Giuda

“Il Vangelo di Giuda” arriva nei cinema: il film di Giulio Base tra fede, dubbio e umanità

Ad Asti, la presentazione del film Il Vangelo di Giuda ha offerto al pubblico molto più di una semplice introduzione alla visione: un vero e proprio dialogo sul significato del dubbio, dell’errore e della comprensione.

Nel pomeriggio di venerdì, sul palco insieme al regista Giulio Base anche il Vescovo di Asti Marco Prastaro, legato all’autore da una lunga amicizia e da rapporti familiari. Un legame che affonda le radici negli anni della scuola e che si è tradotto anche in una collaborazione concreta: il vescovo ha infatti contribuito alla revisione della sceneggiatura.

A introdurre la presentazione  il moderatore ha sottolineato proprio questo doppio livello – personale e artistico – invitando i due ospiti a condividere con il pubblico il percorso che ha portato alla realizzazione del film.

È stato monsignor Prastaro ad aprire gli interventi, partendo da un ricordo personale: gli anni del liceo condivisi con Base e un rapporto che, nel tempo, è diventato anche familiare. Da qui, il passaggio alla genesi dell’opera: la lettura della sceneggiatura ricevuta il 21 aprile 2024, inizialmente sorprendente e per certi aspetti spiazzante, ma capace di proporre una chiave di lettura originale e stimolante.

Il cuore del suo intervento si è concentrato sulla figura di Giuda, al centro del film. Una figura che, come sottolineato dal vescovo, viene riletta non semplicemente come traditore, ma come uomo segnato da un fraintendimento profondo: «pensava di aver capito, ma non ha capito». Un errore che diventa tragico e che apre a una riflessione più ampia, sorprendentemente attuale. In un mondo che spesso crede di comprendere la realtà senza riuscirci davvero, il rischio di “tradire” – sé stessi e gli altri – diventa concreto.

Un parallelismo che ha trovato particolare risonanza proprio nel contesto del Venerdì Santo, giornata in cui la figura di Giuda si intreccia inevitabilmente con quella di Cristo, diventando parte di una narrazione più ampia sul senso del dolore, della scelta e della responsabilità.

Breve ma significativo l’intervento del regista Giulio Base, che ha preferito lasciare spazio alla visione del film. Ha però evidenziato la presenza di una ricca bibliografia nei titoli di coda, a testimonianza del lavoro di approfondimento che sostiene la pellicola. Parole di grande stima sono state rivolte a monsignor Prastaro, ricordato anche per un’esperienza condivisa in missione in Kenya, e ringraziato per i “consigli preziosissimi” offerti durante la stesura della sceneggiatura.

Presentato in anteprima fuori concorso al Locarno Film Festival del 2025, “Il Vangelo di Giuda” propone una lettura originale della figura di Giuda Iscariota, ispirandosi anche al testo apocrifo omonimo. Il film esplora il suo mondo interiore, arrivando a ipotizzare il tradimento come atto di obbedienza, ribaltando così la prospettiva tradizionale.

Il regista

Attore, regista e sceneggiatore, Giulio Base è una figura poliedrica del panorama cinematografico italiano. Nel corso della sua carriera ha alternato cinema, televisione e teatro, distinguendosi per un interesse costante verso temi culturali e spirituali. Negli ultimi anni ha firmato opere capaci di coniugare riflessione e narrazione, confermando uno stile personale attento ai grandi interrogativi dell’esistenza.

©2025 La Nuova Provincia - Iscritta alla Camera di Commercio di Alessandria - Asti Capitale sociale € 10.000 i.v. - Registro Imprese: AT-28133