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Incontro

Colombo incontra gli studenti dell'Istituto Giobert di Asti: «Tutto comincia dalla dignità della Costituzione»

L'ex magistrato approfondisce il tema della Costituzione tra pari dignità, libertà consapevole e responsabilità civica

Colombo incontra gli studenti dell'Istituto Giobert di Asti: «Tutto comincia dalla dignità della Costituzione»

Da sinistra Gherardo Colombo insieme alla Prof.ssa Sabrina Scalia e la Prof.ssa Paola Bossi

La Costituzione diventa materia viva di confronto durante l’incontro di questa mattina mercoledì 8 aprile all’Istituto Giobert di Asti.

Nell’ambito delle iniziative di Educazione civica coordinate dalla Prof.ssa Sabrina Scalia, referente del progetto, gli studenti del triennio hanno incontrato l’ex magistrato Gherardo Colombo, protagonista di alcune tra le più importanti inchieste della storia giudiziaria italiana.

L’incontro, dal titolo “Tutto comincia dalla Costituzione”, si inserisce in un percorso volto a riscoprire e valorizzare la Costituzione, interrogandosi sul senso delle regole e sulla loro funzione nella società. Colombo, noto per il suo ruolo nelle indagini di Mani Pulite, sulla Loggia P2 e sul delitto Ambrosoli, ha lasciato la magistratura nel 2007 per dedicarsi alla diffusione della cultura della legalità, con un’attenzione particolare al mondo della scuola.

Il dialogo al centro dell'incontro

Dopo una breve introduzione, testa l’attenzione dei partecipanti e prova a coinvolgerli direttamente, chiedendo se abbiano già affrontato il tema della Costituzione e se abbiano domande. Di fronte a qualche esitazione, scherza sulle “strategie” per evitare gli interventi degli studenti, rompendo il ghiaccio e creando un clima più partecipativo per i ragazzi.

Alla richiesta di definire la Costituzione, uno studente la descrive come «l’insieme delle leggi fondamentali di uno Stato». Colombo precisa: non un insieme, ma la legge fondamentale. Da qui il discorso si amplia alla struttura della Carta, originariamente composta da 139 articoli, oggi ridotti a 134 a seguito di alcune abrogazioni.

Pari dignità, libertà di scelta e responsabilità

Il passaggio centrale dell’incontro riguarda però il contenuto più profondo della Costituzione. Alla domanda su dove essa “cominci davvero”, molti studenti indicano l’articolo 1 o il principio della sovranità popolare. Colombo sposta invece l’attenzione sull’articolo 3, individuando nella “pari dignità” il vero fondamento dell’intero impianto costituzionale.

È questo principio, sottolinea, a rendere possibile la democrazia: ogni individuo è importante quanto gli altri, senza distinzione di sesso, etnia, lingua, religione, opinioni politiche o condizioni personali. Se questa uguaglianza venisse meno, non esisterebbe più una democrazia, ma un sistema in cui solo alcuni hanno il potere di decidere. La sovranità appartiene al popolo proprio perché tutti i cittadini sono ugualmente degni, e trova il suo limite nel rispetto della dignità altrui.

Da qui si sviluppa il ragionamento sul rapporto tra diritti e doveri, richiamando l’articolo 2. Colombo propone una lettura alternativa: se i doveri fossero percepiti come “voleri”, cioè come scelte consapevoli, perderebbero il loro carattere di imposizione. Per rendere concreto il concetto, porta l’esempio delle tasse: un cittadino che decidesse di non pagarle dovrebbe rinunciare a tutti i servizi pubblici, un paradosso che evidenzia come i diritti di ciascuno dipendano dall’impegno di tutti.

Ampio spazio è dedicato anche al tema della libertà, definita come capacità di scegliere. Una libertà che, però, non può prescindere dalla conoscenza: “non si può scegliere senza sapere”. In questa prospettiva, la scuola diventa lo strumento principale per acquisire consapevolezza e quindi esercitare una libertà autentica. Allo stesso tempo, ogni scelta implica una rinuncia.

Il confronto si sposta poi sul tema della partecipazione politica. Colombo invita gli studenti a interrogarsi se preferiscano essere sovrani o sudditi, sottolineando come la sovranità comporti responsabilità e impegno. Per spiegare la complessità delle scelte politiche, utilizza la metafora del “carrello ferroviario”, evidenziando come spesso non si tratti di scegliere tra bene e male, ma tra opzioni imperfette. Anche attraverso il voto, ricorda, si può incidere concretamente sulla qualità dei servizi pubblici, come la sanità o la gestione delle liste d’attesa.

Mani Pulite 

In conclusione l’ex magistrato ripercorre quindi alcune tappe della sua carriera. Ricorda l’inizio dell’inchiesta Mani Pulite nel febbraio 1992 e la progressiva scoperta di un sistema corruttivo diffuso, in cui gli appalti venivano assegnati non ai migliori, ma a chi pagava tangenti. Un meccanismo che coinvolse oltre 5mila persone, tra cui esponenti politici di primo piano.

Colombo racconta di aver compreso già nel luglio dello stesso anno che non si trattava di episodi isolati, ma di un sistema strutturato. Propose allora un intervento legislativo che prevedesse benefici per chi avesse confessato e restituito il denaro illecito, ma la proposta non venne accolta. Le indagini si sono concluse, osserva, ma alcune dinamiche corruttive non sono scomparse.

Viene ricordata anche l’inchiesta sulla Loggia P2, avviata nel 1981, definita per certi aspetti ancora più inquietante per i legami con apparati dello Stato, servizi segreti e scenari internazionali, tra cui il colpo di Stato in Argentina del 1976.

Infine, spiega la scelta di lasciare la magistratura con 14 anni di anticipo. Dopo oltre trent’anni di lavoro sui singoli processi, maturò la convinzione che il problema non fosse solo nelle leggi, ma nel rapporto tra cittadini e regole. Utilizza la metafora dell’idraulico: intervenire sui “rubinetti” senza risolvere il guasto all’impianto centrale non basta. Da qui la decisione di dedicarsi all’educazione civica, con l’idea che, quando legge e cultura entrano in conflitto, è sempre la cultura a prevalere.

L'incontro è stato partecipato attivamente dagli studenti con numerose domande a Colombo, dal racconto del processo di Mani Pulite fino a quale fu il suo rapporto con la stampa e la vita sociale durante questo.

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