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Economia

Petrolio in calo, ma carburanti ancora alle stelle

Trasportatori e agricoltori protestano, chiedono trasparenza e misure urgenti

Petrolio in calo, ma carburanti ancora alle stelle

Il prezzo del petrolio scende, ma alla pompa non si vede alcun effetto. Dopo il cessate il fuoco annunciato nella notte di martedì tra Stati Uniti e Iran, il greggio è calato fino a circa 92 dollari al barile. Una dinamica che, però, non si riflette sui carburanti: il gasolio resta stabile su livelli molto elevati, intorno ai 2,20 euro al litro.

Una situazione che ha acceso le proteste, in particolare nel settore dell’autotrasporto. A denunciare la mancata corrispondenza tra andamento del petrolio e prezzi alla pompa è Cinzia Franchini, presidente dell’associazione Ruote Libere. «Siamo alle solite: quando il petrolio sale, i prezzi aumentano subito e spesso in modo sproporzionato. Quando invece scende, non succede nulla», afferma.

Franchini segnala anche episodi che sollevano dubbi sulla trasparenza del sistema. «Il nostro vicepresidente, durante un rifornimento, ha visto aggiornare il prezzo alla colonnina al rialzo proprio al termine del pieno. Un aumento avvenuto sotto i suoi occhi, senza alcun collegamento con l’andamento reale del petrolio».

Secondo l’associazione, si tratta di una distorsione che penalizza fortemente le imprese di autotrasporto, già alle prese con costi operativi in crescita. «È vergognoso che il gasolio resti a questi livelli nonostante il calo del greggio. Le imprese stanno pagando un prezzo altissimo per un sistema opaco», prosegue Franchini, che chiede interventi immediati: «Servono controlli concreti sulla filiera e meccanismi automatici che trasferiscano i ribassi del petrolio sui prezzi alla pompa».

Criticità analoghe emergono anche dal settore agricolo. Nonostante il calo del greggio, le aziende continuano a fare i conti con costi energetici elevati proprio nel pieno della stagione agraria. A lanciare l’allarme è Cia Alessandria-Asti.

«Il credito d’imposta ottenuto per il mese di marzo rischia di essere un provvedimento isolato se non verrà prorogato», sottolinea la presidente Daniela Ferrando. «E il 20% con il gasolio a 1,50 euro non è sufficiente». Da qui la richiesta di estendere la misura anche ad aprile e di affiancarla a interventi straordinari, come la sospensione dei contributi Inps con possibilità di recupero in 24 mesi.

Tra le proposte avanzate dall’associazione anche la sospensione dei mutui per il 2026, per far fronte agli effetti della crisi internazionale. «Siamo in una fase di forte instabilità che richiede risposte straordinarie anche a livello europeo», evidenzia il direttore Paolo Viarenghi.

Il problema, spiegano, è concreto: il gasolio agricolo si attesta intorno a 1,50 euro al litro più Iva, mentre i macchinari impiegati nei campi richiedono centinaia di litri al giorno. A questo si aggiunge il costo dei concimi, ancora elevato, che incide direttamente sulla produzione.

«L’agricoltura non può fermarsi – osserva Viarenghi –. A differenza di altri settori, non è possibile ridurre l’attività o ricorrere allo smart working: la produzione di cibo è essenziale». Restano inoltre aperti altri fronti di preoccupazione per il comparto, dal tema Mercosur al Fondo unico, che incidono sull’equilibrio produttivo delle aziende italiane.

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