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La pieve della Madonna della Neve apre le porte ai visitatori tra storia millenaria e le tele di Gazzola

Arte, storia e archeologia nella pieve della Madonna della Neve di Cocconato, visitabile la prima domenica del mese nel circuito Rete romanica di collina

La pieve della Madonna della Neve apre le porte ai visitatori tra storia millenaria e le tele di Gazzola

Un motivo in più per visitare la pieve della Madonna della Neve, aperta ogni prima domenica del mese fino a ottobre, nell’ambito del circuito “Rete romanica di collina”, promosso dall’associazione InCollina.

All’interno della chiesa, che era completamente spoglio, sono state collocate cinque grandi tele a olio, realizzate da Luigi Gazzola per la rassegna “Il borgo e i suoi presepi” e che rappresentano il ciclo dell’infanzia di Gesù (Annunciazione, il viaggio verso Betlemme, la Natività, l’arrivo dei Re Magi, la fuga in Egitto).

La chiesa è posta su un rilievo collinare, a circa un chilometro ad est del paese. La prima attestazione documentale dell’antica chiesa è del 1250 e testimonia la formazione della pieve di Cocconato (plebs Cochonati) appartenente alla diocesi di Vercelli.

Nel 1474 passò alla diocesi di Casale, costituita in buona parte da pievi del Monferrato scorporate da quella di Vercelli. A partire dalla fine del Cinquecento, via via perse importanza e, seguendo una sorte comune ad altre pievi, decadde lasciando spazio alla parrocchiale sita alla sommità del paese, nelle vicinanze del castello.

Alla fine del Seicento la chiesa, fu riedificata a una sola navata. Nei secoli successivi, con lavori di profonda ristrutturazione, la chiesa assunse l’aspetto attuale, con la demolizione delle cappelle laterali e la costruzione di un piccolo campanile in mattoni.

Altri consistenti interventi di restauro all’interno dell’edificio furono eseguiti nel 1989; nel 2017 vennero portati a termine dei consolidamenti strutturali per fermare lo scivolamento del terreno argilloso su cui sorge la chiesa. Nel corso dei lavori di restauro del 1989 furono eseguiti scavi archeologi, da cui è emerso che la chiesa originaria potrebbe risalire al X secolo.

Furono infatti ritrovati elementi dalle caratteristiche tipologiche altomedievali, tra i quali rocchi di colonne e un capitello cubico, che è stato utilizzato come base dell’altare.

Il capitello è decorato sui quattro lati, di cui tre chiaramente leggibili: ogni faccia è ricoperta da semplici motivi realizzati con marcato segno graffito (tondi a cerchi intrecciati, rosette, fasce a fogliette).

La decorazione completa del capitello ed il ritrovamento, documentato dai rilievi, di una piccola abside semicircolare, possono far supporre che l’edificio fosse a tre navate, concluso da absidi, di cui quella ritrovata corrisponderebbe ad una navata laterale.

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