Speciale Vinitaly
14 Aprile 2026 15:06:00
Ultime ore per vivere da vicino il Vinitaly 2026, il più grande salone internazionale del vino a Verona. La manifestazione si avvia alla chiusura e sarà visitabile ancora fino a domani, offrendo l’occasione per scoprire da vicino le eccellenze enologiche italiane.
Tra i grandi protagonisti di questa edizione c’è il Consorzio del Moscato d'Asti e dell'Asti DOCG, che ha fatto registrare numeri record e una presenza particolarmente significativa, portando sotto i riflettori il vitigno simbolo del territorio astigiano in tutte le sue declinazioni.
Ma la vera novità del 2026 è una: l’Asti Rosé. Presentato ufficialmente proprio in questi giorni, rappresenta una svolta importante per la denominazione. Il primo brindisi simbolico si è tenuto oggi, martedì 14 aprile, nel Padiglione 10, segnando l’ingresso ufficiale della nuova tipologia nel disciplinare.
Si tratta di un prodotto inedito, ottenuto da un blend di uve Moscato (tra il 70% e il 90%) e Brachetto d’Acqui (tra il 10% e il 30%), pensato per valorizzare due vitigni aromatici del territorio. L’Asti Rosé potrà essere declinato in diverse versioni, dal dolce all’extra brut, offrendo così nuove opportunità sia alle aziende sia ai mercati internazionali.
La produzione iniziale è stimata tra i 5 e i 10 milioni di bottiglie, mentre tra le novità introdotte nel disciplinare figurano anche misure in chiave sostenibile, come l’eliminazione del peso minimo delle bottiglie per ridurre l’impatto ambientale.

«L'Asti rosè un unicum nel panorama italiano, un vino capace di unire due vitigni entrambi aromatici. A Vinitaly celebriamo oggi simbolicamente questo traguardo. Con questa nuova tipologia – sottolinea il presidente del Consorzio Ricagno – vogliamo individuare nuovi consumatori e nuove occasioni di consumo, superando una lettura tradizionale legata a momenti specifici e aprendo la denominazione a modalità di fruizione sempre più versatili e attuali».
Non solo novità: per l’Asti Docg è arrivato anche un riconoscimento importante. La Regione Piemonte lo ha infatti proclamato “Vino dell’anno 2026”, raccogliendo il testimone dall’Alta Langa Docg premiata nel 2025.
Un titolo che sottolinea il ruolo strategico della denominazione nel mercato globale: con circa 100 milioni di bottiglie prodotte ogni anno e un export che raggiunge il 90%, l’Asti Docg rimane uno dei principali ambasciatori del Piemonte nel mondo.
Il riconoscimento è stato presentato ufficialmente il 13 aprile nello area del Piemonte del Vinitaly, insieme al lancio di un nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp, il cui nome sarà scelto attraverso un contest online.
Per chi non l’avesse ancora fatto, c’è dunque ancora tempo fino a domani per visitare il Vinitaly e scoprire da vicino tutte le novità, tra degustazioni, incontri e anteprime.
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