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Arresti per gli assalti ai bancomat di Moncalvo e Robella con la tecnica della "marmotta" [VIDEO]

Dopo due anni di indagini il cerchio si è stretto intorno ad un gruppo che operava in tutto il Nord Ovest

Arresti per gli assalti ai bancomat di Moncalvo e Robella con la tecnica della "marmotta"

Sono i "trasfertisti della marmotta" che, dal Foggiano,  si appoggiano anche a basisti e complici piemontesi e vercellesi quelli che questa mattina sono stati raggiunti da arresto in carcere (7 persone) e da obbligo di firma (altre 4) per una lunga serie di assalti ai Bancomat fra il Vercellese e l'Astigiano.

Sono stati i carabinieri di Vercelli, coordinati dalla Procura di competenza, a stringere il cerchio intorno alla rosa di sospettati dopo il colpo commesso ai danni della Bnl di Santhià il 20 dicembre del 2023. Da allora il gruppo specializzato nei Bancomat ha portato a segno altri colpi sempre nella zona del Vercellese.

Con incursioni nell'Astigiano: bancomat alla Banca d'Asti di Moncalvo il 19 giugno 2024, alla filiale di Robella il 27 luglio dello scorso anno e alla filiale di Buronzo dell'istituto di credito astigiano nell'ottobre, sempre del 2024.

Erano professionisti della tecnica che utilizzava l'esplosivo, inserendo un mini ordigno nella fessura che eroga i contanti e facendola saltare in modo da riuscire poi a scardinare l'ingresso alla cassaforte interna che contiene le banconote.

Gli assalti venivano fatti sempre di notte e anche se scattava l'allarme, soprattutto nei bancomat dei paesi più isolati, il tempo necessario alle forze dell'ordine per intervenire consentiva ai ladri di dileguarsi.

I carabinieri di Vercelli hanno utilizzato sofisticate attività tecniche per raccogliere i gravi indizi di colpevolezza ai due soggetti di spicco, ritenuti i promotori dei colpi. A loro volta erano circondati di complici incaricati di reperire il materiale esplosivo, di intestare veicoli usati per raggiungere i bancomat a prestanome così come venivano usate persone estranee al gruppo per gli affitti delle case usate come basi operative e covi. Anche alcuni colpi sono stati materialmente eseguiti da una parte di complici.

Un gruppo molto ben preparato anche per sfuggire alle indagini, perché, oltre ai prestanome per case e auto, usavano targhe clonate per le auto e  "jammer" per disturbare eventuali segnali di allarme e comunicazioni telefoniche.

 Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate due auto e una moto provento di furto, tre lastre usate per fare la "marmotta" già armate di esplosivo e pronte all'uso, circa 20 kg di polvere da sparo, uno jammer, targhe contraffatte, attrezzi per forzare porte blinadate e indumenti e caschi usati durante gli assalti.

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