Salute
14 Gennaio 2026 11:47:00
Uno dei miti più duri a morire quando si parla di dimagrimento è quello della perdita di grasso “localizzata”. La realtà scientifica è chiara: non si dimagrisce a zone. Il tessuto adiposo si riduce in modo globale, secondo una distribuzione influenzata da genetica, ormoni e stile di vita.
Questo però non significa che non esistano comportamenti che favoriscono l’accumulo di grasso proprio a livello addominale.
Il primo punto fondamentale è il deficit calorico, che deve essere moderato e sostenibile. Dimagrire non significa “mangiare il meno possibile”: restrizioni eccessive rallentano il metabolismo, aumentano la fame e favoriscono i blocchi nel lungo periodo. Spesso, poco è meglio di troppo.
Un aspetto sottovalutato riguarda le calorie liquide. Alcol, cappuccini zuccherati, bevande dolci e drink apportano energia senza saziare e interferiscono con i meccanismi di regolazione del peso, rendendo più difficile la riduzione del grasso addominale.
Altro elemento chiave è il movimento quotidiano. L’attività fisica non si esaurisce in palestra: camminare, muoversi durante la giornata, ridurre il tempo sedentario ha un impatto metabolico spesso pari, se non superiore, all’allenamento strutturato. In questo contesto, l’allenamento di forza rappresenta un alleato prezioso: preserva la massa muscolare e migliora la gestione degli zuccheri, favorendo un metabolismo più efficiente.
Non va poi ignorato il ruolo dello stress cronico. Non è il cortisolo in sé ad essere “il nemico” ma la sua attivazione continua, che può favorire l’accumulo di grasso viscerale e alterare fame e sonno.
Anche i carboidrati vengono spesso demonizzati ma eliminarli non è la soluzione: conta la qualità, il contesto e la distribuzione nella giornata. Allo stesso modo, fibra e salute intestinale incidono più di quanto si pensi sul controllo del peso e sul gonfiore, che spesso viene confuso con grasso ma è legato a infiammazione o digestione alterata.
Infine, il weekend “sgarro” non rovina i risultati: il problema nasce dall’alternanza rigida tra restrizione e compensazione. Anche le cosiddette calorie invisibili – assaggi, condimenti, piccoli extra – nel tempo fanno la differenza.
Il messaggio chiave è semplice: pancia e fianchi rispondono a coerenza, metabolismo e stile di vita, non a soluzioni estreme o scorciatoie.
Dott.ssa Arianna Anguilletti, Biologa Nutrizionista
Aut. Tribunale di Asti n. 61 del 25/09/1953
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