Evento
23 Aprile 2026 10:04:04
Sono due le cerimonie in programma domenica prossima per commemorare l’81° anniversario della Liberazione. La prima si svolgerà alle 9.30 nella frazione Tuffo, con deposizione di mazzi di fiori al parco della Rimembranza del cimitero e al monumento al capitano Angelo Bottino. La seconda commemorazione avverrà nel concentrico.
Dopo la messa, in memoria di tutti i soldati e i partigiani che hanno dato la vita per gli ideali di pace e fratellanza, alle 11 il corteo con le autorità e le rappresentanze delle associazioni d’arma, raggiungerà il parco della Rimembranza, dove il parroco don Daniele Varoli impartirà la benedizione.
Quindi nel cimitero saranno letti i nomi dei partigiani deceduti sul campo, davanti al monumento che li ricorda. Il corteo si dirigerà poi al monumento ai Caduti in corso Pinin Giachino e al monumento all’Alpino in piazza Giordano per la deposizione di mazzi di fiori.
Poche settimane dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 con gli anglo-americani, si formarono spontaneamente nei paesi del Monferrato i primi gruppi di partigiani, per lo più sbandati dopo la smobilitazione dell’esercito italiano, sui quali incombeva la minaccia di essere arruolati nell’esercito fascista e inviati in Germania.
Nei primi mesi del 1944 la maggioranza dei giovani che la Repubblica di Salò avrebbe voluto fra le sue file andò a ingrossare le bande partigiane. Il Monferrato, anche se lontano dalla linea del fronte, offriva ripari ed anfratti naturali e soprattutto il sostegno della popolazione locale, che aiutava materialmente e creava una rete di solidarietà ai gruppi di ribelli, ancora frammentati sul territorio.
Bande di partigiani si formarono in quel periodo a Cocconato (con sede inizialmente presso una casa abbandonata oltre San Carlo, sul Bric), Brozolo, Brusasco, Moncestino, Crescentino, Murisengo, Odalengo, Moncalvo, Vignale.
Queste bande si riunirono in brigate che andarono a formare la VII Divisione autonoma Monferrato con base inizialmente a Villadeati e poi a Cocconato e distaccamenti sparsi nei piccoli centri collinari e nei cascinali. Il reclutamento dei partigiani.
La Divisione aderì al primo Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), nato clandestinamente a Torino, a cui si affiancò un Comitato militare regionale piemontese (CMRP) guidato dal generale Giuseppe Perotti.
Lo stemma scelto per simboleggiarne i caratteri, con un grifone e i motti in dialetto “A tôrnô i demoni” e “Toca pa’ l’ Monfrà”, appariva come una curiosa miscela di aristocrazia, mitologia e localismo contadino.
La Monferrato, comandata inizialmente dal capitano Angelo Pietra (Pontini) e quindi dal conte Carlo Cotta (Gabriele), operava principalmente nella zona del Versa, di Brozolo, Brusasco, in Val Cerrina; assunse una ben definita struttura militare, accordandosi in alcune occasioni con altre formazioni partigiane.
L’organico prevedeva, alla data della Liberazione, il Comando di divisione e quello di Polizia partigiana (comandante Tommaso Ciravegna, Tommy) a Cocconato e quattro brigate.
Dal marzo 1945 operò alle dipendenze tattiche della Divisione Monferrato la 105ª Brigata autonoma “Generale Perotti” con base a Stura di Sant’Anna di Montiglio, ricostituita dal marchese Maurizio Fracassi di Torre Rossano (Maurizio) e che apparteneva alla missione italo-americana Morristown.
Cocconato, dove era stato costituito per iniziativa del farmacista Giulio Fasolis, del medico condotto Luigi Ortalda e del comm. Eugenio Liprandi un CLN locale, divenne il centro operativo di tutta la Resistenza in Monferrato.
Di fronte all’imponente realtà che erano diventate le formazioni partigiane, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia e il Comando generale, decisero all’inizio del 1945 la loro unificazione in regolari unità militari riunite nel Corpo Volontari della Libertà, una trasformazione complessa che riuscirà solo parzialmente.
Entrata, dopo tale riorganizzazione, a far parte della VI Zona bis, poi ridenominata VIII Zona Monferrato, comandata da Pompeo Colajanni (Barbato), la Divisione Monferrato partecipò attivamente alla liberazione di Torino, con azioni di grande rilievo che culminarono con l’occupazione dell’Arsenale, dell’Eiar e della Prefettura, presidiata dalle brigate nere.
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